Stelle cadenti, consigli per avvistarle

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di

Lorenza Pleuteri

Il picco di scie sarà tra il 12 e il 13 agosto, quando si prevede una pioggia di Perseidi, le “lacrime di San Lorenzo”. Tutti i consigli di un'esperta per godersi al meglio lo spettacolo

Tutti con il naso all’insù. E non solo la notte di San Lorenzo, il 10 agosto. La notte più spettacolare ed emozionante dell’estate, preceduta da “prove generali” di minore intensità, sarà infatti quella tra sabato 12 e domenica 12 agosto. Il cielo verrà solcato da una pioggia di “stelle cadenti”, che in realtà non sono astri ma sciami di detriti persi dalle cometa Swift Tuttle passando intorno al Sole. 

Come godersi al meglio lo spettacolo

Monica Sperandio, referente dell’Osservatorio astronomico di Brera, sede di Merate, ricorda alcuni semplici e pratici consigli. «Salire in cima a un condominio, nei centri abitati, non basta. Bisogna allontanarsi il più possibile dalla città e dalle fonti di inquinamento luminoso, come discoteche e raccordi autostradali e cercare zone buie».

«Chi sta a Milano, ad esempio, si può spostare nel parco di Montevecchia e del Curone, in Valcava o in altre aree delle Prealpi scarsamente illuminate. A Torino si sale in collina. Chi si trova a Genova e dintorni ha a disposizione le alture del Monte Fasce o di Piani di Praglia. Per chi è in vacanza al mare, la location più suggestiva è la spiaggia».

Meglio a occhio nudo

Non serve portarsi appresso telescopi o binocoli. Anzi. «Non sarebbero di alcuna utilità» ripete l’esperta. «Servono per osservare movimenti molto lenti o per inquadrare porzioni limitate di cielo. Le Perseidi, il nome corretto di quelle che i non addetti ai lavori chiamano da sempre "stelle cadenti", precipitano velocemente. Meglio guardare a occhio nudo».

L'ideale è sdraiarsi

«Armarsi di santa pazienza» consiglia sempre la rappresentante dell’Osservatorio astronomico di Brera «e di una coperta. In piedi, con il naso all’insù, si affatica il collo, ci si stanca. Sdraiati si sta più comodi e si può prolungare la durata dell’osservazione. Si potranno vedere le scie anche prima del picco massimo e dopo». Ricordarsi, nella scelta dei tempi, che gli occhi si devono abituare al buio.

Quale porzione di cielo si deve guardare?

Per poter vedere le "lacrime di San Lorenzo", altro nome popolare, «bisogna guardare il cielo direzione nord est, verso la costellazione di Perseo, relativamente facile da individuare. Sta sotto Cassiopea, riconoscibile perché ha la forma di W. Se si teme di non trovare questi punti di riferimento, basta prepararsi prima: le mappe astronomiche si trovano facilmente su Internet. Oppure si può cercare una fotografia del cielo con dentro Perseo». Sul sito www.coelum.com, con contenuti alla portata di tutti, ci sono scatti e immagini corredate da didascalie e spiegazioni.

La luna farà dispetti

La Luna il 10 agosto sorge alle 22 circa e poi, ogni giorno mezz'ora più tardi. Rischiarando il cielo potrebbe rendere più difficile la visione dello spettacolo celeste soprattutto a notte inoltrata, proprio quando le stelle cadenti sono maggiormente visibili



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