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Tagli alla Sanità: meno esami medici col ticket dopo il decreto Lorenzin

di Cinzia Testa
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È in vigore il decreto che stabilisce quali prestazioni sono a carico del Sistema sanitario e quali no. Ma cosa succede in concreto ai pazienti? Ora i medici che prescrivono troppi esami vengono multati. Ma spesso questi stessi esami sono importanti per fare una diagnosi. Chi ha ragione?

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È in vigore il decreto che stabilisce quali prestazioni sono a carico del Sistema sanitario e quali no. Ma cosa succede in concreto ai pazienti? Ora i medici che prescrivono troppi esami vengono multati. Ma spesso questi stessi esami sono importanti per fare una diagnosi. Chi ha ragione?

Il 20 gennaio è entrato in vigore il decreto Lorenzin, dal nome del nostro ministro della Salute. E fioccano le polemiche. Perché esami e visite specialistiche per un totale di 203 voci, potranno essere prescritti solo in presenza di determinate condizioni.

I medici attendono il via libera delle Regioni
Una bella botta, non c'è che dire. Anzi, definiamola una cambiale che esiste, ma al momento non si sa quando scadrà. Come ci hanno spiegato dalla FIMMG, la federazione che riunisce i medici di medicina generale, "I criteri, le modalità e i tempi del monitoraggio sul comportamento prescrittivo dei medici dopo l'entrata in vigore del decreto Lorenzin dovranno essere individuati in un accordo con le Regioni".

Il rischio è non curarsi perché costa troppo
I tempi? Non si sa. Ma sta di fatto che tra i pazienti c'è già chi prevede per la sanità un futuro diverso da quello in essere fino ad oggi. Vale a dire, sempre più indirizzato verso la privatizzazione. Nessuno discute il fatto che negli anni passati si sia verificata un'esagerata prescrizione di esami anche quando non necessario. Ma ora si rischia di peggiorare una situazione che sta già rasentando livelli di allarme: vale a dire, la percentuale di chi non si sottopone a controlli a causa dei problemi economici.

"Il filo conduttore del Decreto è l'appropriatezza," spiega Italo Angelillo, professore di Igiene, Seconda Università di Napoli ed esperto di management sanitario. "Significa in sostanza che se non ci sono i giusti requisiti per la prescrizione di un determinato esame oppure visita specialistica, non si può effettuare la prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma a totale carico del paziente. Questo comporterà una prevedibile riduzione dell'accesso alle cure mediche per coloro che non possono permettersi prestazioni a pagamento".

Va bene cambiare, ma la salute viene prima del risparmio
Un Decreto, allora, tutto da rifare?  "Il principio è condivisibile, ma la spinta al cambiamento nei modelli di offerta sanitaria dovrebbe sempre derivare da valutazioni di efficacia prima ancora che dalla riduzione dei costi" continua il professor Angelillo. " Infatti, una politica di ridimensionamento delle prestazioni spinta da sole finalità economiche corre il rischio di colpire anche procedure utili e clinicamente rilevanti, con effetti negativi in termini di salute".

Una spinta, quella al cambiamento, che dovrebbe essere condivisa con chi "vive" la quotidianità in campo sanitario. Vale a dire, con i medici. Cosa che però non sembra essere successa. E questo spiega anche la  orte opposizione della FIMMG, per il mancato coinvolgimento dei professionisti nella stesura del provvedimento.

Il paradosso dei medici che rischiano le multe
Un altro aspetto che non va sottovalutato e che porta con sé questo Decreto, è il rapporto medico-paziente. C'è stato, ed è ancora in corso, un vasto "lavoro" per migliorare il dialogo col proprio medico e un esempio in tal senso è la medicina narrativa. Questo Decreto, dicono gli esperti, vanifica ogni sforzo in un attimo. "Risulta difficile prevedere cosa accadrà negli studi medici da ora in poi" continua il professor Angelillo. "Se in base a questo Decreto manca la condizione di erogabilità, ma il medico decide comunque di procedere con la prescrizione dell'accertamento a carico del Servizio Sanitario Nazionale, verrà sanzionato".

Il medico deve poter decidere la cura migliore
In realtà i medici, continua il nostro esperto, devono avere la possibilità di decidere il migliore percorso diagnostico, per quel determinato paziente, in quel momento. Al paziente deve essere garantito il diritto universale alla salute, sancito anche dalla nostra Costituzione.

"L'inserimento di esami importanti in quella che qualcuno definisce black list, come il controllo del colesterolo e alcuni esami radiologici, porta con sé quesiti importanti," aggiunge il professor Angelillo. "Ricordiamoci infatti che è tra i valori fondamentali per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Gli operatori sanitari" conclude il nostro esperto "devono poter agire in giusta coscienza, prescrivendo ciò che è necessario ai pazienti, quando esistono le condizioni necessarie, al fine della tutela della salute".

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