Legge sulle telecamere negli asili: a rischio naufragio?

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Lorenza Pleuteri

Prima bocciatura al Senato per la legge sulle telecamere negli asili e nelle case di riposo. La commissione Istruzione ha bloccato il disegno legge approvato dalla Camera. Il provvedimento ora rischia di arenarsi o di naufragare

Telecamere di sorveglianza in nidi e asili e nelle case di riposo? “No, grazie”. La commissione Istruzione del Senato, chiamata a dare il proprio parere, boccia il disegno di legge sui sistemi di sorveglianza nelle strutture per bimbi e anziani e sui test periodici di valutazione per insegnanti e operatori.

La critica: “Legge emotiva, senza l’offerta di soluzioni”

I senatori contrari sostengono che si tratti di un “ddl emotivo, senza soluzioni ponderate al problema”. E rischiano di rallentare il percorso parlamentare della legge in lavorazione a Palazzo Madama, se non di affossarla definitivamente. Un dietrofront clamoroso. E un paradosso. Alla Camera la proposta era stata approvata a gran maggioranza in tempi relativamente brevi, con un testo condiviso che sintetizzava una dozzina di proposte di diversa impronta politica. In Senato l’opposizione è arrivata da colleghi degli stessi partiti che a Montecitorio avevano votato a favore, Pd in testa.

Il futuro del disegno di legge è un’incognita

E adesso, che succede? La palla è nelle mani dei senatori della commissione Lavoro, cui spetta la trattazione del disegno di legge e la raccolta di altri pareri. Il ddl è già defunto, impallinato a morte? Oppure riprenderà la navigazione, tra mille scogli, con il rischio concreto di naufragare? Simonetta Favero, relatrice del ddl a Palazzo Madama e insegnante elementare di lungo corso, non si sbilancia. “Non faccio pronostici – risponde la senatrice dem, sotto il “fuoco amico” – Chiederemo chiarimenti ai colleghi della commissione Istruzione e ne discuteremo. Il loro parere negativo non implica nulla di definitivo”.

In Senato resta attiva una corrente favorevole

“È vero – ammette Favero  –  che molte volte si viaggia sull’onda dell’emotività provocata dai fatti di cronaca eclatante. Ma il tema della tutela di bimbi e anziani esiste. E c’è la necessità, per salvaguardare tutti, di insistere molto sulla formazione”. Non tutto è perduto. “ Insieme al parere negativo  della commissione Istruzione – rivela la relatrice – abbiamo avuto pressioni da esponenti di altri partiti, senatori che ci chiedono di dare un’accelerazione all’iter legislativo e di spingere per il via libera”.

Delusi i genitori in rete su Facebook

La psicologa Cristina Montuoro, fondatrice dell’agonizzante gruppo Facebook “Sì alle telecamere”, è più che pessimista. “Noi genitori in prima linea siamo demoralizzati, amareggiati e delusi. Ci sentiamo presi in giro. Questa proposta di legge – insiste la dottoressa, con un seguito di oltre 50mila iscritti - fa acqua da tutte le parti, non è soddisfacente. Non prevede l’obbligo delle telecamere, tanto per fare un esempio, ma solo la facoltà di metterle. Ora il ddl verrà definitivamente affossato, visti i contrasti all’interno di uno stesso partito. Speriamo - conclude, ricordando che anche lei lavora nel settore - che almeno vogliano salvare a mandare avanti la parte  del ddl che riguarda i test periodici per insegnanti, educatori e operatori. Sono necessari, senza voler colpevolizzare nessuno. Operare in ambito educativo è faticoso, sottopone a stress, logora”.

Le argomentazioni dei senatori contro

Sostengono invece i senatori contrari alla legge: “Il disegno di legge pare ispirato alla volontà di dare immediate risposte a eventi contingenti. Ma senza un'adeguata ponderazione vi è il rischio di elaborare leggi disorganiche, recanti una visione parziale dei problemi, in quanto dettate dall'emozione e dall'emergenza del momento”. La videosorveglianza, altra osservazione, “testimonierebbe il fallimento della scuola, in quanto essa non sarebbe in grado di prevenire e controllare comportamenti inadeguati”. E, ancora, a proposito delle valutazioni attitudinali del personale: “Tenuto conto che gli educatori e i docenti compiono un preciso percorso  formativo, con la previsione dei test periodici si potrebbe evocare una volontà di controllo estranea alla attività pedagogica”.

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