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Scatolette di tonno ritirate: il rimborso è un diritto

di Oscar Puntel
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I diritti di noi consumatori, quando ci troviamo di fronte a prodotti scaduti o avariati. Oppure quando acquistiamo merce che non è come appare

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I diritti di noi consumatori, quando ci troviamo di fronte a prodotti scaduti o avariati. Oppure quando acquistiamo merce che non è come appare

La catena di supermercati Simply, che fa capo al gruppo Auchan, ha annunciato il ritiro dai suoi punti vendita di alcune scatolette di tonno in olio di oliva da 80 grammi, a marca 'Simply'. Nello specifico, si tratta delle confezioni da tre, contrassegnate dal lotto 'LP035' (si può controllare la stampigliatura vicino alla data di scadenza).

“A titolo precauzionale – riporta il sito internet della catena di negozi - e al fine di garantire la Vostra sicurezza, si procede ad un richiamo del prodotto in quanto vi è una possibile presenza di un corpo estraneo”. L'azienda ha quindi invitato i clienti a riportare in negozio le scatolette acquistate di quel lotto, per ottenere il rimborso o la sostituzione dello stesso. Quali sono i nostri diritti di consumatori, sulla merce che compriamo in negozio? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Di Ascenzo, avvocato del Codacons.

Tenere lo scontrino come prova

Può accadere che l'azienda ritiri un determinato prodotto, come è accaduto per le scatolette di tonno, quando questo risulta “non conforme ai requisiti della legge”, si verifica cioè che alcuni ingredienti o alcune componenti chimiche al suo interno siano oltre il limite consentito. E quindi possono rappresentare un pericolo per la salute dell'uomo. “Il Codice del consumo – ci spiega Di Ascenzo – prevede che il consumatore si rechi in negozio con lo scontrino, per provare l'avvenuto acquisto del prodotto. Egli ha diritto alla sostituzione o al rimborso con un buono di pari valore. Teoricamente, è anche possibile chiedere indietro il denaro contante, ma nessuno utilizza questa modalità. L'esercente offre un voucher: se il consumatore non accetta, può contestare con una raccomandata. E' una soluzione un po' difficile, visto il valore della merce in ballo. Alla fine si spenderebbe di più per l'invio della pratica, che per il costo del prodotto”.

Prodotto scaduto

Il rimborso o la sostituzioni sono possibili anche nel caso si acquistino prodotti scaduti e il negoziante si sia dimenticato di toglierli dagli scaffali. “Anche in questo caso bisogna presentarsi con lo scontrino: il documento  dimostra che ho comprato la merce effettivamente scaduta e non che l'ho comprata un mese prima e poi l'ho lasciata andare a male”, dice l'avvocato del Codacons. “Il consiglio che diamo in genere è quello di segnalare subito e tornare in negozio nel più breve tempo possibile. E' nell'interesse del venditore e scusarsi e sostituire o rimborsare il cliente: magari si è proprio dimenticato di aggiornare lo scaffale”. 

Prodotto avariato

Più grave è il caso di un prodotto che compriamo già avariato. “Noi – aggiunge Di Ascenzo - invitiamo a rivolgersi immediatamente ai Carabinieri del Nas (ovvero il reparto 'Nucleo antisofisticazione e sanità', ndr): hanno gli strumenti per le analisi chimiche degli alimenti e per capire se siamo stati sfortunati noi o se è l'intero lotto ad essere avariato. I Carabinieri attiveranno tutte queste procedure di controllo e informeranno i venditori, che poi definiranno le modalità di ritiro e sostituzione”.

Prodotti ammaccati

A chi non è mai capitato di acquistare quei cestini di plastica pieni di fragole, belle e fresche in superficie, per poi scoprire che già il secondo strato era adagiato su una coltre bluastra di muffa? Diciamolo: capita frequente. Il Codice dei consumatori ci tutela. “Specifichiamo due casi – precisa l'avvocato del Codanons -: molta frutta viene venduta scontata, perché magari è solo un po' ammaccata per via della grandine. Allora ce la vendono così, a basso prezzo. Noi lo sappiamo e la compriamo perché comunque è buona. Ma se succede che ci troviamo di fronte a prodotti che hanno il “vizio di conformità”, cioè non è possibile per noi mangiarli perché sono stati alterati nella loro qualità e sono effettivamente immangiabili, allora abbiamo il diritto di protestare e di chiedere la sostituzione oppure il rimborso”.

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