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Treni: le 10 linee ferroviarie peggiori in Italia

di Oscar Puntel
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La linea ferroviaria Corato-Andria, dove è avvenuto il disastroso incidente in cui hanno perso la vita almeno 27 persone, non è nemmeno tra le peggiori d'Italia. I viaggi in treno sono un'odissea da Nord a Sud, a fronte dei prezzi degli abbonamenti che continuano a salire e dei mancati investimenti, come denuncia l'ultimo rapporto di Legambiente. Ecco tutte le pecche del nostro sistema ferroviario

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La linea ferroviaria Corato-Andria, dove è avvenuto il disastroso incidente in cui hanno perso la vita almeno 27 persone, non è nemmeno tra le peggiori d'Italia. I viaggi in treno sono un'odissea da Nord a Sud, a fronte dei prezzi degli abbonamenti che continuano a salire e dei mancati investimenti, come denuncia l'ultimo rapporto di Legambiente. Ecco tutte le pecche del nostro sistema ferroviario

Treni scassati che sferragliano e che devi ringraziare il Cielo se ti fanno arrivare a destinazione. Linee vecchie: alcune vanno ancora a carburante e non c'è modo (o voglia) di mettere due tralicci per elettrificarle. E poi: i ritardi, le corse che saltano, l'incuria. A fronte dei costi degli abbonamenti che, invece quelli sì, salgono puntualissimi. Viaggiare in treno per 3 milioni di pendolari è diventata quasi un'odissea. Non parliamo delle futuristiche, ma dei treni regionali, quelli gestiti da concessionarie locali o da Trenitalia. Frequentatissimi da pendolari perché collegano l'hinterland con i centri cittadini.

Top ten delle linee ferroviarie peggiori
Legambiente le ha monitorate. E ha consegnato le sue maglie nere, con l'ultima campagna “Pendolaria 2015”. La top ten delle carrette su rotaia: la Roma-Lido nel Lazio, l’Alifana e Circumvesuviana in Campania, la Reggio Calabria-Taranto, la Messina-Catania-Siracusa, Taranto-Potenza-Salerno,  la Orte-Foligno-Fabriano. E ce ne sono anche a Nord: la Genova-Acqui Terme, Chiasso-Rho, la Verona-Rovigo, la Novara-Varallo. Sono le linee peggiori per i pendolari in Italia nel 2015.

Tanti tagli, ma l'abbonamento aumenta
Dal report di Legambiente emerge un sistema ferroviario bistrattato. Dove si investe poco e si taglia molto. Dal 2010 a oggi, si sono stimati tagli pari al 6,5% del servizio ferroviario regionale. Il record spetta alla Calabria: stop al 26% dei servizi. A fronte di un aumento del 20% delle tariffe. Insomma, si fermano i treni e quei pochi che circolano si pagano anche di più. Come in Piemonte: semaforo rosso per l'8,4% dei convogli locali, ma biglietti impennati del +47%. “In tutto il nord Europa il servizio del trasporto è stato liberalizzato, con vere gare di appalto che hanno portato benefici sull'intero sistema. In Italia, la ferrovia è vista e gestita come 40 anni fa: un contesto in cui si fanno gare d'appalto, ma le modalità della gara sono opache. E le pressioni dei fornitori prevalgono sulle efficienze del servizio”, accusa Dario Balotta, di Legambiente della Lombardia.

Treni d'epoca
Poi c'è la questione dell'inadeguatezza e della vecchiaia dei treni pendolari in circolazione. Viaggiare su carrozze degli anni Ottanta forse è affascinante e poetico, ma dopo un po' stufa, specie se bisogna percorrere una tratta ogni giorno. In Italia, i treni locali sono circa 3300. E la loro eta media è di 18,6 anni. “In Lombardia è 33 anni – tuona Balotta -. Ma non si dica che qui non si investe. In questa regione, ogni anno la spesa per il servizio è di quasi 900 milioni. E però se i disagi e le lamentele sulle tratte di Trenord (la concessionaria locale) sono continui vuol dire che qualcosa non va nella gestione”.

Ultima fermata Chiasso
Sorprende nella classifica di Legambiente, la presenza della tratta Chiasso-Rho. Si tratta di una linea, la S11, prolungata da Milano a Rho proprio in occasione di Expo. Proprio l'esposizione internazionale avrebbe dovuto in qualche modo rilanciarla. Ogni giorno è frequentata da parte di quasi 50 mila passeggeri che devono fare i conti con i ritardi. Solo nel mese di settembre, sono stati oltre 100. In media, 4 al giorno, anche nei weekend quando il traffico è meno sostenuto. Ed è una linea lentissima, anche un'ora e mezza per 60 km. “È congestionata e con poca tecnologia – dice Balotta -. Su quella stessa rete, corrono: treni merci, alte velocità e frecce varie, e i pendolari. Servizi troppo incompatibili fra di loro”.

A Nordest
Nel Nordest, che si vantava essere locomotiva d'Italia, deraglia la Verona - Rovigo. Quasi 100 km, con con poche corse, mezzi obsoleti, ritardi ed abbandono delle piccole stazioni. Lavoratori e studenti ne patiscono i lunghi tempi di percorrenza (55 km/h in media). E in due tratte mancano addirittura le infrastrutture elettriche. A Nordovest, invece, ha ormai chiuso il servizio passeggeri la Novara-Varallo, mentre su una tratta della Genova-Acqui Terme c'è ancora un solo binario.



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