Unioni civili: come funzionerà il mutuo?

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Oscar Puntel

Adesso che la legge sulle unioni civili è stata approvata, ecco come cambiano le regole per comprare casa con il mutuo. Vi spieghiamo i possibili scenari, in attesa delle circolari dell'Agenzia delle Entrate

Le Unioni civili e le convivenze di fatto sono ormai una legge dello Stato. Significa che le coppie potranno anche contrarre un mutuo? Come funzionerà in caso di separazione o morte del partner? E le convivenze di fatto avranno una loro disciplina specifica?

In attesa delle circolari

Partiamo da una precisazione importante. La norma sulle Unioni civili è stata appena approvata e si è in attesa dei decreti attuativi, cioè delle disposizioni pratiche che rendano la legge concreta e applicabile. Allo stesso modo, l'Agenzia delle Entrate dovrà emanare delle circolari che chiariscono gli aspetti fiscali collegati alle unioni e alle convivenze di fatto. Parliamo quindi di scenari possibili.

Quando due persone dello stesso sesso si uniscono civilmente viene riconosciuto automaticamente un regime di comunione dei beni, a meno che la coppia non scelga diversamente. E proprio per questo regime, la nuova legge precisa che per le Unioni valgono gli stessi articoli del codice civile in vigore per i matrimoni. 

Ma per un mutuo, che cosa accadrà? 

È lecito pensare che stipulare un mutuo da uniti civilmente funzionerà come per un matrimonio tradizionale.

«L'agevolazione è nel sistema delle detrazioni fiscali. Ipotizziamo che in una coppia uno sia totalmente a carico dell'altro, perché magari non ha un'occupazione. Chi paga il mutuo può scaricarsi il 19% degli intessi passivi pagati in un anno, su un tetto massimo di 4mila euro l'anno, per se stesso e per il partner. Sono circa 750 euro l'anno. Una coppia non sposata con un mutuo su casa in corso, considerando anche tutte le spese eventualmente deducibili (ad esempio, spese mediche e assicurazioni), finiva col pagare anche 2mila euro in più al fisco, rispetto a una famiglia tradizionale. Per il calcolo dell'Isee, la coppia era a tutti gli effetti una famiglia, ma sulla dichiarazione dei redditi non poteva beneficiare di tutte le detrazioni che spettano a una famiglia», ci spiega Michele Coletta, commercialista e vicepresidente delle Famiglie Arcobaleno. «E questo - aggiunge - è un problema che in parte rimane per chi, come noi, ha dei figli».

Che succede al mutuo se l'unione finisce?

Consideriamo l'ipotesi che una coppia si separi. La norma del codice civile applicata è la stessa del divorzio. Quindi: chi pagherà gli alimenti all'altro, potrà sobbarcarsi il pagamento delle rate del mutuo, ma queste potranno essere detratte dall'assegno versato all'ex. Una situazione che si verifica quando uno dei due è in una condizione di disagio economico. «In caso di morte, poi, il partner entra nella successione dei beni, proprio come un normale coniuge. Per l'eredità, c'è una specie di parificazione», aggiunge Coletta. «Se la coppia è cointestataria del mutuo, quest'ultimo può andare tutto a carico dell'erede, che avrà l'obbligo di estinguerlo. Ma se rifiuta l'eredità, allora rifiuta anche il 50% della casa e del debito per acquistarla».

E per le convivenze di fatto?

Essendo la convivenza di fatto una forma più blanda di unione, anche il regime patrimoniale nella coppia può essere scelto con apposito contratto, che può dettagliare anche 'chi paga cosa', nel caso uno dei due conviventi muoia o la convivenza finisca. La gestione di eventuali mutui entrano proprio in quel documento, che per avere effetto deve essere sempre convalidato da un notaio.

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