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Vaccini, quali sono gratis e come funziona il nuovo Piano Nazionale?

di Oscar Puntel

È uscito il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Prevede nuovi vaccini, gratuiti per specifiche fasce d'età, lettere di "richiamo" personalizzate, dirigenti scolastici che dovranno monitorare e medici tenuti a fornire tutte le informazioni. Si punta a immunizzare quanto più possibile la popolazione, entro il 2020

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È uscito il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Prevede nuovi vaccini, gratuiti per specifiche fasce d'età, lettere di "richiamo" personalizzate, dirigenti scolastici che dovranno monitorare e medici tenuti a fornire tutte le informazioni. Si punta a immunizzare quanto più possibile la popolazione, entro il 2020

Entro fine anno, 6 nuovi nati su 10 dovranno esser stati vaccinati contro il meningococco B e la varicella, così come il 40% degli anziani dovrà essere protetto contro lo pneumococco, temuto batterio che provoca polmoniti. Le indicazioni - assieme ad altri obiettivi specifici per fasce d’età - sono contenute nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Il Ministero della Salute ne ha diramato la circolare applicativa. E queste sono le principali novità.

Nuovi vaccini

Con l'approvazione del Nuovo Piano, ci saranno a disposizione, gratuitamente per alcune fasce d’età, un ampio numero di vaccini. Cambia il calendario vaccinale. «Il Nuovo Piano garantisce la possibilità di accesso ai vaccini uguale per tutti e su tutto il territorio nazionale. Non dovrà più accadere che in alcune regioni ci siano famiglie che rinunciano alla vaccinazione anti-meningococco B dei propri figli perché non possono permetterselo economicamente, mentre in altre l’offerta della stessa è gratuita. Si era arrivati a queste disparità, adesso non dovranno più esistere e tutti potranno gratuitamente proteggere i propri figli da malattie spesso sottovalutate per la bassa consapevolezza della loro potenziale gravità» ci ha spiegato Pietro Ferrara, della Società italiana di Pediatria.

I vaccini per l'infanzia

Fra i nuovi ingressi troviamo il vaccino gratuito contro il Meningococco b, (batterio che può provocare casi letali di meningite): la prima dose si potrà eseguire a partire dai tre mesi di vita, con richiami a seguire. Fino alla fine del 2016, questa protezione era a pagamento in quasi tutte le regioni. Nella fascia infanzia, verrà offerto anche il vaccino contro il rotavirus, che è causa di gastroenteriti molto forti che possono avere conseguenze gravi nei bambini. Sarà possibile a partire dalla sesta settimana, insieme con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita. Nel secondo anno, viene offerta l’immunizzazione contro la varicella (che era gratuita solo in 8 regioni), malattia che in rari casi può provocare complicanze e richiedere ricovero ospedaliero. Il vaccino si effettua dai 13 ai 15 mesi di vita, anche insieme a quello per morbillo, rosolia e parotite, con richiami a seguire.

Adolescenza e vaccini

Il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv) (che mira a debellare la diffusione del virus che è la più frequente causa di tumore alla cervice dell'utero e alla bocca) sarà gratuito per ragazzi e ragazze a partire dagli 11 anni.

Agli adolescenti della stessa fascia d’età verrà poi offerto il tetravalente anti meningococco che proteggerà contro i ceppi A, C, W, Y.

I vaccini per gli anziani

Viene introdotto gratuitamente il vaccino contro l'Herpes Zoster, il virus che causa il più noto “Fuoco di sant’Antonio”: la vaccinazione è in grado di ridurre del 65% i casi di nevralgia, una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia. Sarà poi offerto, in tutte le regioni (superando la frammentazione territoriale oggi esistente) il vaccino contro lo pneumococco, che protegge sia contro la polmonite che contro la meningite.

Ecco il quadro completo, così come è stato diramato dal Ministero della Salute:

E le altre fasce d’età?

Per le persone che non rientrano in queste fasce d’eta, i vaccini restano a pagamento. Se un quarantenne vuol proteggersi dai vari ceppi di meningococco, dovrà comprarsi il vaccino. Saranno possibili comunque delle agevolazioni, anche temporanee, in funzione di particolari casi o di emergenze: per esempio la ricomparsa di particolari ceppi virali (un po’ come è successo in Toscana con la meningite da meningococco B)

Dove fare le vaccinazioni?

Le regioni si stanno organizzando, per fornire un servizio capillare. Restano un punto di riferimento i medici di famiglia, che forniranno le prime informazioni su dove andare e come fare. I vaccini si potranno poi effettuare presso i singoli Centri vaccinazioni degli ospedali o i Dipartimenti di prevenzione di residenza (nella Asl di riferimento): qui il personale sanitario è aggiornato per fornire tutte le spiegazioni e rispondere a tutti i dubbi.

Copertura vaccinale

Il Piano stabilisce per “tappe intermedie”, la percentuale della popolazione che, di anno in anno, le singole vaccinazioni dovranno raggiungere. La circolare va a specificare un riferimento temporale, entro i quali bisogna arrivare agli obiettivi di copertura vaccinale.

Questa “protezione” che sarà graduale, per motivi logistici: le regioni si devono organizzare per poter procedere. Proprio per provvedere alla copertura chiesta dal ministero, sarà necessario un sistema di chiamata “con lettera personalizzata”, perché la specifica fascia di popolazione si presenti ai Centri di vaccinazione.

Già entro il 2017 è prevista ad esempio la vaccinazione anti-meningococco B e antirotavirus del 60% dei nuovi nati, mentre l'obiettivo di copertura al 95% è previsto entro il 2019. Lo stesso vale per l'anti-varicella ai nati nel 2016. Per gli adolescenti, già nel 2017, l'obiettivo è aver vaccinato il 60% dei nati nel 2006, mentre il 95% di copertura è atteso, entro 2019.

Stessi obiettivi di copertura per estendere agli adolescenti, sia maschi che femmine, una dose di anti-meningococco tetravalente ACWY. Quanto agli over 65, entro dicembre 2017, 4 su 10 dovrebbero venir vaccinati contro lo pneumococcocco e 2 su 10 contro lo Zoster, con percentuali previste al 70% e 50% entro il 2019.

Ancora Pietro Ferrara, della Società italiana di Pediatria: «La vaccinazione è una misura di protezione da malattie gravi e, in alcuni casi, potenzialmente letali. Alcune patologie come la difterite e la polio sono praticamente scomparse nel nostro Paese proprio grazie a questo strumento, ma è importante continuare a vaccinarsi contro queste malattie dal momento che non sono state eradicate in altre parti del mondo. La logica che c’è dietro il Nuovo Piano Vaccinale è il diritto dei bambini, e non solo, a essere protetti anche contro altre malattie infettive, aumentando quindi le coperture, e cercare di evitare, quando possibile, che queste patologie continuino ad emergere. Faccio un esempio pratico. Il vaccino contro il Papillomavirus (HPV), oggi gratuito nel periodo adolescenziale solo per le adolescenti, sarà esteso anche ai maschi, per riuscire a debellare la diffusione di un virus che è la più frequente causa di tumore della cervice uterina. È certamente più opportuno e vantaggioso, sotto tutti i punti di vista, investire risorse economiche oggi, con una estesa campagna vaccinale anti-HPV e non “spendere” domani in trattamenti in fase terminale del tumore che costano certamente più della vaccinazione, prolungano la sopravvivenza solo di pochi di mesi e peggiorano ulteriormente la già precaria qualità di vita delle donne affette da questo tipo di tumore».

Genitori e dirigenti scolastici

I genitori sono chiamati a rispettare gli obblighi del Calendario vaccinale nazionale. Ai medici è raccomandato il rispetto del codice deontologico sulla corretta informazione alle famiglie e sulla promozione dell’importanza delle vaccinazioni. A scuola, i dirigenti scolastici dovranno accertarsi se siano state praticate agli alunni le vaccinazioni e i diversi richiami. Nel caso di mancata presentazione della certificazione, la scuola deve segnalarla all'Asl di appartenenza dell'alunno. La mancata certificazione non comporterà, tuttavia, il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola.

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