Benvenuti al Sud, dove le donne hanno un record speciale

Credits: Tindara Agnello ha fondato una cooperativa che produce e vende coppole siciliane
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Liliana Di Donato

Questa sì che è una bella notizia. In quel Sud dove il lavoro non c'è, tante giovani donne hanno deciso di crearselo. E sono diventate imprenditrici. Come Ambra, Barbara, Tindara...

«Vattene al Nord, qui non troverai mai lavoro».

Barbara Righini, 39 anni e una laurea in Scienze politiche, ricorda ancora oggi la risposta avuta allo Sportello Informagiovani di Pescara. Peccato che lei, originaria di Modena, si fosse appena trasferita in Abruzzo per amore. E di andarsene non aveva la minima voglia. Così, dopo anni di contratti precari, ha deciso di provare a inventarselo, un lavoro. E ha creato il negozio online Saicosatispalmi.com. «Ho trasformato la mia passione per il make-up in un mestiere: mi guadagno da vivere spiegando alle persone cosa contengono i cosmetici».

Benvenuti al Sud, dove le donne hanno un record speciale



C’è determinazione e orgoglio nelle parole di Barbara. E nella sua storia, che raccontiamo nel numero di Donna Moderna in edicola dal 6 agosto. Una storia ancora più speciale perché non è unica. Come Barbara, ci sono tante donne, giovani, del Sud che, stanche di fare la spola tra centri per l’impiego e agenzie interinali, hanno voluto rischiare. E mettersi in proprio.

Nell’ultimo anno sono nate 53.000 imprese femminili, il 28,6% del totale di quelle avviate nel 2013, secondo i dati di Unioncamere. Il fenomeno è da record proprio in quel Sud dove negli ultimi 2 anni, per colpa della crisi, sono andati persi 8 posti di lavoro su 10. E dove trova un impiego meno di una donna su 3. Qui le aziende guidate da donne sono tantissime: il 28,2% in Molise, il 26,5% in Basilicata, il 25,6% in Abruzzo, solo per fare qualche esempio.  Un paradosso? Meno di quanto sembri. «L’imprenditoria in crescita e la forte disoccupazione sono collegate» spiega nella nostra inchiesta Francesca Cuna, segretaria del Comitato per l’imprenditoria femminile di Isernia. «Per molte giovani del Sud fondare una cooperativa o aprire una società è l’unico modo per farcela in un contesto che offre pochissime opportunità di lavoro dipendente».

Ha rischiato, e ha vinto, anche Ambra Mongiò, 29 anni, che a Marina di Salve, in provincia di Lecce, ha creato Eden Salento, il primo agri-beach d’Italia. Uno stabilimento balneare dove, oltre a prendere il sole, si coltiva la terra. «Ho voluto unire il relax e il divertimento con il cibo sano e genuino» ci ha raccontato.

Benvenuti al Sud, dove le donne hanno un record speciale



A spingere Tindara Agnello, 30enne palermitana, è stato invece l’amore per la moda e per la sua terra. Ha fondato una cooperativa che commercializza il marchio La Coppola Storta. «Produciamo 8.000 coppole l’anno» dice lei, che nella foto in alto, accanto al titolo, ne indossa una. «Il progetto è nato con l’intento di sdoganare il tipico berretto siciliano dallo stereotipo mafioso: la Sicilia è fatta di molto altro. Prima di tutto di donne che lavorano per migliorarla».

Per Tindara, Ambra e Barbara provo una grandissima ammirazione. Perché sono giovani donne del Sud come me. Ma, diversamente da me (che faccio parte del milione e mezzo di meridionali emigrati al Nord dal 2001 in poi), non hanno lasciato la loro terra per cercare lavoro. Sono rimaste, si sono rimboccate le maniche, sono riuscite a realizzare il proprio sogno. E allo stesso tempo hanno fatto, stanno facendo, qualcosa di concreto per aiutare il loro (il mio) Sud a rinascere.

Come loro, ne sono certa, ci sono tante altre ragazze e ragazzi. Da Napoli a Bari, da Cagliari a Isernia. La meglio gioventù, per citare il titolo di un film di qualche anno fa. Mi piacerebbe raccoglierne le storie, perché credo che valga la pena di farle conoscere. Mi date una mano?

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