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Lavoro: per avere successo ci vuole un business plan

di Isabella Colombo

È molto di più di un’analisi economico finanziaria del tuo progetto imprenditoriale. Questo documento ti aiuta a capire se hai avuto davvero una buona idea e se metterti in proprio ti farà sfondare sul mercato

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È molto di più di un’analisi economico finanziaria del tuo progetto imprenditoriale. Questo documento ti aiuta a capire se hai avuto davvero una buona idea e se metterti in proprio ti farà sfondare sul mercato

La maggior parte degli aspiranti imprenditori vede il business plan come un atto dovuto a banche e finanziatori, ma non lo ritiene uno strumento davvero utile. Sbagliato. «Non si tratta solo di una schiera di numeri, analisi, statistiche e calcoli. In realtà quel documento è un timone, un piano strategico, una bussola che ti dice in ogni momento dove stai andando» spiega Francesca Marano, fondatrice di C+B, il blog di riferimento per le libere professioniste (cpiub.com). «Prima che alle banche, serve a te per mettere nero su bianco, in concreto, le idee ed evitare un salto nel buio. Per questo è necessario anche a chi non deve chiedere prestiti e in teoria potrebbe farne a meno. O a chi deve aprire una piccola attività che non richiede investimenti, per esempio un professionista freelance o una crafter che lavora nel proprio appartamento». La prima cosa da fare, allora, è sfatare i luoghi comuni e capire a cosa serve davvero un business plan e come scriverne uno efficace.

Lag, il più ampio gruppo di Business Angel in Italia, ha ricevuto e valutato in 8 anni oltre 3.000 business plan da parte di aspiranti giovani imprenditori. Quasi tutti improvvisati e inadeguati, tanto che solo l’1,27% ha superato il primo esame

Esci dagli schemi e metti in chiaro chi sei

Esiste un piano imprenditoriale standard, quello che si presenta a chi investe i soldi o ai potenziali partner. In genere conta circa 30 pagine e comprende una parte descrittiva e una economico finanziaria. «Poi, c’è il tuo business plan che può avere qualunque forma e struttura: è il modello che io definisco creativo e che insegno ai miei corsi» afferma Marano. «Un esempio? I miei allievi trovano sempre molto complicato spiegare “Chi sono” che è poi una delle prime sezioni del classico piano di lavoro. A loro suggerisco di creare su un grande foglio una “nuvola dei valori”, mettere cioè nero su bianco, come in una sorta di brainstorming, tutto ciò che li rappresenta e li definisce, per poi arrivare attraverso precisi esercizi di sintesi alle due parole che raccontano chi sono. Per aiutarli a individuare il loro target di riferimento, invece, chiedo di compilare una lista di domande che aiutino a visualizzare il potenziale cliente. “Come vive? Quanto guadagna? Cosa fa dopo il lavoro? Che social network frequenta?”. Questo genere di esercizi rende così chiara la propria idea di business che poi potrà essere tradotta facilmente in tutte le forme standard che le situazioni istituzionali, come un appuntamento in banca o in camera di commercio, richiedono».

Intervista i tuoi potenziali clienti

Spesso il neoimprenditore è così innamorato della propria idea che è sicuro funzioni a prescindere. Compilare il business plan lo spinge a riflettere sul mercato di riferimento. «Più in profondità vai nella ricerca, più opportunità avrai di successo» spiega Francesca Mazzieri, business development consultant. «Valutare le statistiche di mercato online, intervistare i potenziali clienti, analizzare il modo in cui lavorano i competitor, scoprire come funziona l’esperienza di acquisto e di consumo sono tutti passi che ti fanno capire se il tuo target è già soddisfatto di quello che gli dà il mercato. Così individui il gap che puoi colmare offrendo qualcosa di nuovo, oppure migliorando una singola prestazione, per esempio con la possibilità di pagare un servizio online o di personalizzare un prodotto».

Pensa e comportati da imprenditore

Affidarsi ai modelli precompilati su Internet o demandare il compito a un commercialista è un classico di chi non sa da che parte cominciare. «Ma così ti perdi un’occasione, quella di allenare e testare le tue capacità imprenditoriali» continua Mazzieri. «Comincia leggendo guide che ti aiutino a capire come trasformare l’idea in un progetto o segui dei corsi online che ti insegnino a stabilire e gestire un budget. Puoi chiedere aiuto a un commercialista se hai difficoltà per la parte economico-finanziaria, a patto che sia tu il protagonista del lavoro, non lui. Il Bplan è la prima vera occasione per conoscere il mercato, familiarizzare con il target e “fare i conti”, tutte competenze che ti serviranno ogni giorno nel tuo futuro da imprenditore».

Trova i consulenti giusti

1. All’indirizzo windbusinessfactor.it/academy trovi un percorso formativo gratuito, in 14 video, sulla compilazione passo passo del business plan. Qui scopri come fare una corretta analisi di mercato, quali strategie di marketing mettere in atto, quali modelli e tool online utlizzare.

2. Chi ha paura del business plan? è il manuale per gli aspiranti imprenditori che hanno qualche problema con conti e pianificazione. L’e-book di Francesca Marano ha esercizi pratici e scaricabili per realizzare un piano di lavoro personale, semplice e creativo (9,99 euro, zandegu.it).

3. All’indirizzo www.camcom.gov.it è pubblicato l’elenco delle Camere di commercio italiane. Molte offrono, tramite sportelli dedicati, informazioni e assistenza per chi vuole realizzare la propria idea imprenditoriale.

Psicotips per iniziare

Cogliere al volo tutte le opportunità pur di coprire le spese e guadagnare è la tentazione di chi si lancia in una nuova impresa. «All’inizio si è presi dall’ansia di prestazione che non permette di ragionare e capire cosa si vuole fare davvero. Così si finisce per implodere, sfiancati dal troppo lavoro. «È quello che è successo anche a me» dice Francesca Marano. «Compilare il business plan è la soluzione. Ti costringe a fermarti e ragionare su quello che vuoi fare. Se sei un professionista, potresti scoprire che conviene portare a termine bene e con calma un solo lavoro da 1.500 euro invece che 10 da 150 euro. Attirare clienti con grande capacità di spesa anziché sprecare le energie a prendere tutto quello che ti passa davanti è un buon punto di partenza».

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