Il capo può chiedermi di indossare il tailleur sul lavoro?

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di

Maria Picone

È la domanda che ci ha posto una lettrice di Milano. L'abbiamo girata a un nostro esperto. Ecco cosa risponde.

Angelica, di Milano, ci scrive:

«Lavoro come impiegata alla reception in una multinazionale. Mi vesto in modo semplice, spesso in jeans e camicia bianca, ma secondo il nuovo manager delle Risorse umane servirebbe uno stile più elegante. Più volte mi ha fatto notare che dovrei indossare tailleur e tacchi alti, che peraltro non possiedo. Finora si è limitato a battute scherzose. Se non mi adeguo corro il rischio di perdere il posto?»<

Donna Moderna risponde:

No, cara Angelica. Puoi continuare a ignorare quei commenti. Come ci ha spiegato il consulente del lavoro Simone Colombo, infatti, richieste di questo tipo potrebbero costare care all’azienda perché sono considerate forme implicite di discriminazione sessuale. Un tema che purtroppo tocca molte italiane: basti pensare che, secondo un’indagine sulle pari opportunità condotta dal Movimento difesa del cittadino e Codacons, 8 donne su 10 vengono discriminate sul lavoro.

Tieni conto che se per contratto non è prevista una divisa specifica, nessun datore di lavoro può imporre o richiedere un determinato modo di vestire a un dipendente.

L’importante è che quanto indossato dal lavoratore non vìoli il decoro aziendale. «Se l’addetta alla reception si presentasse al lavoro in tuta potrebbe essere ripresa» spiega Colombo. «Ma se non sono previsti specifici obblighi, l’aspetto fisico del lavoratore o il suo abbigliamento non possono essere elementi validi per sostenere un richiamo o un licenziamento».

Da sapere Chi ritiene di essere stata vittima di una discriminazione può rivolgersi a una delle Consigliere di parità presenti in ogni Regione e Provincia italiana. Forniscono consulenza gratuita e assistenza legale. Per conoscere la sede più vicina puoi chiamare l’ufficio della Consigliera Nazionale allo 0646834031 o scrivere a consigliera nazionaleparita@lavoro.gov.it.

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