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Come farsi ascoltare dagli altri sul lavoro

di Silvia Finazzi

A chi non piacerebbe essere sempre ascoltata da figli, capi, colleghi, partner? Non è semplice, ma si può. Con i consigli del nostro esperto e le espressioni “cattura-attenzione”

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A chi non piacerebbe essere sempre ascoltata da figli, capi, colleghi, partner? Non è semplice, ma si può. Con i consigli del nostro esperto e le espressioni “cattura-attenzione”

Quante volte durante una discussione, a casa come sul lavoro, hai l'impressione di parlare al vento? Quante volte le tue parole sembrano cadere nel vuoto? Per catalizzare l’interesse dell’altra persona devi essere persuasiva e trasmetterle sensazioni positive, ci spiega il mental coach Enrico Sanviti. Come? Innanzitutto, ascolta chi hai di fronte. Poi fai capire che hai prestato attenzione a quanto ha detto e che hai rispetto per il suo punto di vista usando frasi come: «Sì, ti capisco» oppure «Comprendo la tua posizione»: in questo modo compi un primo passo nella sua direzione. Se mostra qualche perplessità non contraddirla, ma spiegale che gli ostacoli non sono insormontabili.

Usa le parole giuste

Per esempio, se afferma che quello che le chiedi è troppo difficile (un vocabolo che alza un muro) puoi rispondere che è impegnativo (una parola che evoca un impiego di energie per un risultato positivo) ma che, proprio per questo, è stimolante. Cerca di non essere prolissa: i dettagli sono dispersivi. Ecco perché, è bene che ogni tanto tu faccia un sunto, dicendo cose come: «In sostanza ciò che intendo è» o «In breve i vantaggi sono». Sì anche a parole gentili: un grazie o un per favore aumentano l’empatia. Purché abbiano un senso. Se non hai un motivo per cui dispiacerti, non chiedere scusa: altrimenti fai sentire l’altro superiore. Invece di: «Scusa se ti chiamo a quest’ora», meglio: «Ti chiamo a quest’ora perché ho urgenza di parlarti».

Il «tu» che aiuta la sintonia

«La parola tu è utilissima: aiuta a coinvolgere l’altro, facendolo sentire protagonista. Per esempio, espressioni del tipo “Tu hai spiegato perfettamente le tue ragioni” e “Questo è ciò che l’azienda può fare per te” sono molto efficaci» spiega Gennaro Romagnoli, psicologo e psicoterapeuta. Tuttavia, quando si tratta di puntualizzare qualcosa l’uso di tu è controproducente. Infatti, rischia di far sentire sotto accusa o in difetto il tuo interlocutore. Per questo, va sostituito con l’io. Al posto di «Tu lascia, faccio io» oppure «Se non ti è chiaro ti spiego», preferisci «Mi sono spiegata bene?», «Ti è tutto chiaro?»

Le frasi che non funzionano

Se il “sì” può essere usato a oltranza, il “no” andrebbe evitato, perlomeno all’inizio del discorso perché blocca. Cerca, dunque, di eliminare dal tuo repertorio locuzioni come: «No, ti sbagli» e «No, non è vero», altrimenti chi ti sta di fronte si mette sulla difensiva. Puoi sostituirle con: «Ti parlo della cosa da un punto di vista diverso» oppure «Comprendo la tua titubanza e alla luce di ciò specifico che», tutte frasi che trasmettono maggiore vicinanza. Anche il “non” va razionato: infatti, il nostro cervello è incapace di registrare le negazioni. Al tuo: «Non perdere tempo», l’altro entra in ansia perché pensa alle lancette che scorrono. Meglio «Inizia subito». Altrettanto insidioso è il “se”: cominciare una frase con questa particella dubitativa rischia di mettere in dubbio ciò che viene dopo.

Fai capire il tuo valore

Allora preferisci come, quando e quanto: così dai per scontato che il tuo interlocutore ha bisogno di te e che dovete solo definire i dettagli. Per esempio, è sbagliato dire: «Mi chiedevo se poteva interessarti il mio corso», mentre va bene: «Quan- do posso parlare con il responsabile per proporre il mio corso?». Quando vuoi catturare l’attenzione evita poi parole come “rubare” e “disturbare” perché suscitano sensazioni negative. «Posso rubarle cinque minuti?» va cambiato con «Può dedicarmi cinque minuti?». Non abusare nemmeno del verbo “provare”: implica la possibilità di fallimento. «Segui il mio consiglio» è più persuasivo di «Prova a seguire il mio consiglio».

Due libri da leggere

La comunicazione efficace. Come comunicare con gli altri senza suscitare un vespaio (Le Comete): in una società sempre più globalizzata e connessa, tutti dobbiamo dialogare, continuamente. Pochi però sanno farlo con successo. Questa guida ti insegna l’ABC della comunicazione interpersonale, aiutandoti a stabilire relazioni, stipulare accordi, stringere alleanze.

Guida all’uso delle parole. Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire (Editori Riuniti): un manuale pubblicato per la prima volta nel 1980, che però è sempre attuale. Infatti, fornisce una serie di suggerimenti mirati per capire quali parole utilizzare nelle diverse situazioni.

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