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A Sogni possibili arriva Davide, che costruisce case sugli alberi

di Donatella Gianforma
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"Ma quest'uomo chi lo abbatte?" mi sono chiesta quando, alle sette di sera, io, Alice e Barbara siamo risalite in auto per tornare a Milano da Gallarate. Cavalletti sulle spalle e smartphone in pugno, eravamo in giro per parchi e giardini dalla mattina, ad arrampicarci tra rami, funi e scalette. Barbara è una sportiva, per me e Alice, invece, tenere il passo di Davide è stato un piccolo corso di sopravvivenza.


Ma lui, il protagonista della nuova puntata di Sogni possibili, è così. Questo signore, che fino a quattro anni fa lavorava in una multinazionale e poi si è inventato un'impresa che costruisce case sugli alberi, è energia pura.



È uno che quando ti parla della sua azienda sembra che ti parli di una cosa viva e, anche se è il capo, a giacca e cravatta preferisce di gran lunga la T-shirt. Perché se c'è da piallare un'asse in falegnameria lui molla il computer e lo fa. E se c'è da montare una casa lui si alza dalla scrivania e si mette al volante del furgone.

Quella giornata mi ha lasciato gli stessi muscoli indolenziti ma anche la stessa lucidità mentale che si prova facendo una gita in montagna, quando la fatica fisica e lo sguardo che spazia lontano ti portano a guardare le cose in maniera diversa.




Ho capito che il successo non si ottiene senza passione. Che se non amiamo profondamente ciò che facciamo, non possiamo trovare la forza per superare gli inevitabili ostacoli di ogni giorno.



Davide ama la sua impresa perché fa parte di lui e della sua storia. Infatti all'origine di tutto c'è un sogno realizzato da bambino: una casa costruita sul ciliegio del nonno. E  non finisce neanche qui. Se Davide può vincere contro Golia  (e per Golia intendo tutte le disgrazie che cascano sulla testa dei piccoli e medi imprenditori nell'Italia di oggi, dalla burocrazia fino alle banche che non ti fanno più credito) è anche perché non è solo.




Con lui, a lavorare in azienda, c'è una squadra speciale: il suo ex giardiniere, l'amico architetto con cui andava all'oratorio da ragazzino, gli artigiani della segheria dietro casa… E c'è anche una moglie che una sera, mentre apparecchiavano la tavola, si è sentita dire: "Cara non ti spaventare ma ho deciso di lasciare il  posto fisso. Ho deciso di costruire case sugli alberi"



 

Vi aspettiamo sul sito Sogni possibili per raccontarvi questa storia. E per farvi raccontare le vostre. E sempre con Davide chiacchiereremo di sogni, progetti e imprenditoria su Expoexpress alla Stazione Centrale di Milano, venerdì 19 settembre. Ci vediamo là?

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