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Donne in Marina: un’opportunità di lavoro

di Tiziana Pasetti
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Sono 1.700 le donne in forza alla Marina Militare: un lavoro affascinante e pieno di opportunità. Tra pochi giorni scade il bando con cui si può partecipare al concorso per entrare in Accademia. Sapete che dal primo giorno di studi si prende lo stipendio? E che si vive come in un college? Qui una donna tenente ci svela il bello di questo lavoro

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Sono 1.700 le donne in forza alla Marina Militare: un lavoro affascinante e pieno di opportunità. Tra pochi giorni scade il bando con cui si può partecipare al concorso per entrare in Accademia. Sapete che dal primo giorno di studi si prende lo stipendio? E che si vive come in un college? Qui una donna tenente ci svela il bello di questo lavoro

Con il 75,4% dei consensi è la Marina Militare la Forza Armata che piace di più agli Italiani (dati Eurispes, Rapporto Italia 2016). Dal 2000 è aperta anche alle donne. Oggi sono 1700 le donne in forza, di tutti i corpi e ruoli, tra cui circa 400 ufficiali.

Come si vive in Accademia

Il mare è una passione ma per chi frequenta l’Accademia della Marina Militare anche un punto di arrivo, uno sguardo verso il futuro. “La quotidianità di un accademico è scandita da regole e molta disciplina, ma anche ricca di esperienze ed emozioni – racconta la Tenente di Vascello Marina Ricchiuti, 31 anni e in Marina da quando ne aveva 18 -: crescere insieme a tanti altri giovani, imparare una professione, disegnare un futuro personale all’interno di quella che diventa veramente la tua famiglia”.

In Accademia si entra con un concorso. E si comincia a vivere in un mondo completamente diverso da quello che si lascia a casa. Racconta Marina: “Tutto è scandito al minuto. Dalla sveglia alle 6 e 20 nel dormitorio, che il primo anno condividi con 30 persone (poi si passa a camere quadruple), al letto da rifare subito (il famoso ‘cubo’), allo sport (in genere nuoto o corsa). Poi c’è la colazione e a quel punto si va in aula, dove ad aspettarti ci sono gli insegnanti che arrivano dall’università di Pisa. Alle 13 c’è il pranzo e poi di nuovo attività sportiva (vela, equitazione, basket) fino alle 16 e 30. Fino all’ora di cena si studia. Dopo, se non sei stato punito (magari hai rifatto male il cubo oppure non hai lucidato al meglio le scarpe), puoi stare in sala ricreazione insieme ai compagni altrimenti torni a studiare fino al momento di andare a dormire, alle 22 e 30. I primi tre anni, quelli che si passano all’interno dell’Accademia 24 ore su 24, puoi uscire il giovedì e il sabato sera e l’intera domenica. A casa si può tornare a Natale e a Pasqua e per qualche giorno in estate, prima della partenza per la campagna estiva, il periodo di imbarco in cui metti in pratica tutto quello che hai studiato durante l’anno. Mi rendo conto che raccontata così possa sembrare una vita dura ma non lo è, l’Accademia poi la ricordiamo tutti come il momento più bello della nostra carriera. Se ripenso al giorno in cui, dopo i primi quattro mesi, davanti ai nostri genitori e alle persone care ho detto lo giuro, tremo per l’emozione. Ancora oggi”.

Come vivono le donne

Anche se la loro presenza è ancora minoritaria rispetto a quella maschile non ci sono, per le donne, limitazioni né di accesso né di competenze. Come tutte le professioni ‘forti’ la vita militare richiede grande organizzazione e spirito di sacrificio, ma questo non impedisce di realizzarsi anche nella vita privata. “In Accademia devi mantenere una condotta irreprensibile. Non è permesso lasciarsi andare ad effusioni in pubblico – spiega Marina Ricchiuti – non è prevista promiscuità nei dormitori e nelle camere. Questo non vuol dire che però non vengano garantiti e rispettati i diritti di ognuno. Quando io frequentavo il terzo anno una ragazza di 20 anni rimase incinta. Le fu data la possibilità di ripetere l’anno di studi che aveva perso, le fu concessa la maternità come era suo diritto. Così come lo stesso diritto viene riconosciuto anche agli allievi che diventano papà. Nessuna discriminazione rosa ma neanche celeste”.

Che look bisogna avere

La vita militare è disciplina e rispetto di regole. Non è previsto ammainare le vele con i jeans e non è possibile avere un braccio tatuato come Braccio di Ferro. Però “un tatuaggio che non sia troppo visibile quando indossi la divisa non crea problemi – racconta la Tenente di Vascello Ricchiuti - e comunque ci sono dei cerotti fatti appositamente per nasconderli. Anche l’abbigliamento e il trucco, la piega dei capelli, rispondono a delle regole, ma noi non le viviamo come restrizioni: fanno parte di un mondo e di una vita che abbiamo scelto”.

Come si entra in Accademia

All’Accademia Navale di Livorno si accede tramite concorso. Il prossimo scade il 15 febbraio 2016, bisogna avere tra i 17 e i 21 anni ed essere in possesso (o essere in grado di conseguirlo entro l’estate del 2016) di un diploma di istruzione di durata quinquennale. L’Accademia Navale di Livorno è un Istituto di formazione di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo e, a tutti gli effetti, dal MIUR. La durata è di circa 5 anni, a seconda della specializzazione scelta (Giurisprudenza, Scienze Marittime e Navali, Ingegneria Navale, Ingegneria Civile e Ambientale, Ingegneria delle Telecomunicazioni, Scienze del Governo e dell’Amministrazione del Mare, Medicina e Chirurgia). Fin dal primo mese di frequenza dell’Accademia è previsto un vero e proprio stipendio. Vitto, alloggio, costi della formazione universitaria e sportiva sono sostenuti dall’istituto di formazione.

Per ogni altra informazione:

Call  Center dell'Accademia Navale: tel 058623862

Lun-Gio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.0

Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Ufficio Relazioni con il Pubblico della Marina (URP): Numero Verde 800862032

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