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E tu andresti a lavorare in America?

di Donatella Gianforma
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Nel 2014 100 mila italiani si trasferiranno all'estero. Come Monia che ha aperto una gelateria a NYC. E Maurizio che passerà l'estate in un cantiere dall'altra parte dell'Atlantico

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Nel 2014 100 mila italiani si trasferiranno all'estero. Come Monia che ha aperto una gelateria a NYC. E Maurizio che passerà l'estate in un cantiere dall'altra parte dell'Atlantico

Il 2014 sarà l'anno in cui il nostro Paese torna a essere un popolo di emigranti. Fortunatamente la valigia di cartone dei nostri nonni non si vede più, ma molte famiglie  devono fare i conti con un papà o una mamma che vanno a lavorare all'estero. Sta succedendo anche a una coppia di miei amici.

Maurizio in questi giorni è in Liguria per una breve vacanza con sua figlia: qualche giorno al mare loro due soli prima di pensare a bagagli e biglietti aerei. Maurizio ha 51 anni e fino all'anno scorso era un professionista ricercato perché sa maneggiare in tutta sicurezza i giganti dei cantieri, maxi gru che servono per tirar su grattacieli o creare autostrade.

Ma da quando la crisi ha bloccato l'edilizia lui si è ritrovato a casa. A luglio prenderà un volo per il Centroamerica, dove l'economia non si è fermata e si investe sulle pale eoliche. Per installare meraviglie della tecnologia alte 90 metri e con teste che misurano 100 metri di diametro, bisogna fare le cose per bene e persone con la sua esperienza  sono preziose. Certo, lui non vedrà molto del posto.

Il cantiere è lontano da tutto, perso nelle campagne: casette container che dividerà con i compagni di fatica per mesi interi.  Per consolare la figlia e rassicurare la moglie hanno già programmato tutto: ci si vede su skype ogni giorno. Papà chiamerà subito dopo pranzo che per lui sono le sei del mattino.

Ma tanto nei cantieri si inizia a lavorare presto.

Secondo le ultime proiezioni alla fine di quest'anno più di 100mila italiani avranno messo su casa all'estero. È come se l'intera popolazione di Ancona lasciasse l'Adriatico per sparpagliarsi in giro per il mondo.

E non stiamo parlando di fuga di cervelli o ragazzi freschi di laurea che partono a caccia di un futuro. Secondo l'identikit tracciato dall'Associazione residenti all'estero, ad andarsene sono soprattutto i quarantenni.

Uno su due cerca una nuova vita professionale in America e quasi uno su cinque si spinge fino in Asia. Molti lo fanno per necessità certo. Ma fortunatamente ci sono anche storie come quelle di Monia che si è rimboccata le maniche per realizzare un sogno. Trasferirsi con il marito in una città che l'ha sempre fatta sognare: New York. Le mie colleghe Anna Scarano e Cristina Sarto sono andate
a trovarla, per farle raccontare la sua storia.

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