Lavoro: se aiuti le mamme (con figli piccoli), ci guadagni

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Ilaria Amato

Queste imprenditrici hanno dei figli e conoscono i bisogni di chi si divide tra ufficio e famiglia. Così si sono inventate dei business che semplificano la vita alle donne con bimbi piccoli. E che a loro garantiscono entrate e flessibilità

Si è calcolato che se una mamma venisse pagata per ciò che fa ogni giorno incasserebbe uno stipendio di 3.000 euro al mese (prontopro.it). Un dato significativo per capire quanto gravosi siano gli impegni quotidiani e quanto ci sia bisogno di soluzioni che facilitino la vita. «Quando nasce un figlio è utilissimo poter contare su un luogo accogliente dove incontrare altre mamme e condividere dubbi e preoccuapzioni» spiega Silvia Neirotti, country manager del brand Suavinex che ha appena inaugurato uno spazio kidsfriendly a Milano. Il centro multifunzione si chiama Living Suavinex e propone corsi, consulenze, spazi per le feste e un bistrot. Un’idea che funziona e può dare il la ad altre simili. «Il settore è in crescita ma bisogna essere capaci di intercettare i reali bisogni delle madri, offrendo proposte di qualità ma non troppo costose» spiega Simone Pellegrino, amministratore di Le fate turchine, agenzia di servizi alla famiglia di Roma. Come hanno fatto le donne imprenditrici che ti presentiamo.


Nikola Jakubis, 37 anni, di Firenze, ha creato Baby gnam, un servizio di pappe fresche a domicilio (baby gnam.com). «Le mie clienti sono donne che rientrano al lavoro subito dopo il parto o viaggiano con bambini nel pieno dello svezzamento. Ho avuto l’idea quando è nato mio figlio: visto che già preparavo da mangiare per lui, perché non farlo per le altre mamme? Il progetto era buono ma nel tempo ho dovuto superare molti paletti burocratici e ottenere il riconoscimento del ministero della Salute. Per questo ho chiesto aiuto a un tecnologo alimentare e a una nutrizionista che mi supportano e si accertano che tutto sia in regola. Uso solo ingredienti bio e a km 0 e li cuocio a vapore per valorizzare gusto e nutrienti». In pratica «Per risparmiare ho affittato un laboratorio di marmellate: così non ho comprato attrezzatura. Ho chiesto un prestito di 20.000 euro, mi sono fatta conoscere con il passaparola e Facebook. Oggi lavoro mezza giornata e guadagno 800 euro al mese. A febbraio lancerò il servizio a Milano».

Roberta Esposito, 49 anni di MIlano, crea laboratori e giochi (labmi.it). «Sono architetto e per anni ho progettato asili, scuole e ludoteche. Poi con la crisi i Comuni hanno tagliato i fondi e ho dovuto trovare un’idea alternativa. Per mettere a frutto l’esperienza maturata e la mia creatività, ho lanciato il progetto Labmi. Mi occupo di creare laboratori per i bambini in viaggio con i genitori negli hotel, giochi con le mappe delle città, spazi ludici per disabili, mini corsi di cucina. I miei committenti sono musei e catene di alberghi che vogliono offrire servizi educativi e didattici ai più piccoli. Per il Museo archeologico di Bergamo, per esempio, ho costruito un percorso per far scoprire la Preistoria ai piccoli studenti. Ho progettato un sito Internet da sola per farmi conoscere e punto molto sul networking». In pratica «Per ogni progetto guadagno dai 500 ai 1.000 euro (ne faccio 10-15 l’anno). Ho l’ufficio in casa e così evito le spese di gestione di un locale».

Francesca Grillo, 41 anni, ha aperto Il mondo delle Pulcette a Milano, un negozio di usato di lusso per bimbi (mondopulcette.it). «Ero manager in una casa editrice e per due anni ho fatto la spola tra Londra e Milano con due bimbi piccoli. Non potevo andare avanti e proprio dalla mia esperienza di mamma mi è venuta l’idea di una boutique dell’usato: spendiamo tanti soldi per i nostri figli, ma loro crescono in fretta e poco dopo diamo via tutto. Nel mio negozio si portano vestiti e giochi, in ottimo stato, e se vengono venduti si incassa il 50%. La selezione dei prodotti è ferrea: le mamme vogliono la qualità per i loro figli». In pratica «Per avviare il progetto (pratiche burocratiche e pubblicità) ho investito 15.000 euro. Non ho dovuto comprare merce, perché tutto qui è in conto vendita. Il negozio mi rende uno stipendio tra i 1.000 e i 2.000 euro al mese. Ho registrato il marchio e ne ho fatto un franchising che ha due sedi, a Genova e Monza».

Carla Alfieri, 43 anni, con Valentina Latini, 36 anni, ha fondato l’associazione Mamme and the city a Roma, per tenersi in forma e fare rete (mammeandthecity.it). «Siamo diventate mamme insieme e abbiamo lasciato i precedenti lavori, nel mondo della finanza e delle assicurazioni, per avere più tempo libero. Alle donne che hanno appena partorito, desiderano condividere l’esperienza della maternità e rimettersi in forma, offriamo un luogo di incontro e corsi di ginnastica con il passeggino guidati da un’istruttrice specializzata nel post parto». In pratica «Abbiamo investito 5.000 euro dei nostri risparmi (per la sede spendiamo 1.500 euro al mese). Il nostro sito è fondamentale per attirare clienti: grazie al servizio di ricerca tate (sempre molto richiesto) tante donne arrivano da noi. Per sopravvivere nel settore devi offrire corsi con specialisti seri e capire la quota che le mamme sono disposte a spendere: non più di 50 euro al mese. Siamo in sede solo la mattina e guadagniamo circa 1.000 euro al mese».


VUOI APRIRE UNA LUDOTECA?

Puoi avviare un Focus Junior Play lab in franchising, cioè uno spazio di incontro dove bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni si divertono e imparano, tra laboratori e attività educative. Il format ti mette a disposizione l’allestimento del locale, il marchio, un piano didattico e di comunicazione, la formazione degli educatori. L’investimento iniziale è di 40.000 euro. Non sono richiesti titoli di studio particolari, a parte il possesso delle doti tipiche di un educatore, e il progetto è attuabile in tutta Italia. Per informazioni clicca sul sito www.focusjunior.it o scrivi una mail a focusjuniorplaylab@mondadori.it.

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