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Laurearsi presto fa la differenza?

di Elisa Venco
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Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti «arrivare al 110 e lode a 28 anni non serve. Meglio finire gli studi prima, anche con un voto più basso». Ma c’è chi pensa che per l’assunzione il punteggio conti

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Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti «arrivare al 110 e lode a 28 anni non serve. Meglio finire gli studi prima, anche con un voto più basso». Ma c’è chi pensa che per l’assunzione il punteggio conti

LA PAROLA AI LETTORI

45% SÌ PERCHÉ... @alice «Impiegare 10 anni per fare l’università significa che si è scelto il settore sbagliato o non si ha voglia di studiare. E nel curriculum questo è un pessimo messaggio». @lorenzo «Il ministro ha ragione: nella vita bisogna essere pragmatici. Non serve rincorrere il voto perfetto ma il posto disponibile». @ergo23 «Troppo comodo stare sui banchi fino a 30 anni. I giovani devono andare a lavorare prima».

55% NO PERCHÉ... @alessandra «Siamo in una società di corsa che sacrifica la qualità. Puntare al minimo pur di far presto è però pericoloso». @olga «Il punteggio è un segno dell’impegno che uno dedica allo studio. Quindi dire che un 97 buttato lì vale quanto un laurea con lode mi pare assurdo». @ermanno «Il ministro dimentica che trovare un lavoro è dura. Se ci aggiungi un voto basso, chi ti prende in considerazione?».

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