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Maschi discriminati sul lavoro? Ma non fateci ridere!

di Giulia Blasi
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Jeremy Paxman, volto noto della TV inglese, ha dichiarato che essere uomini alla BBC significa avere zero possibilità di fare carriera. 1. Ci crediamo? 2. Ti viene da dire "poverini"? 3. Si mettessero nei panni di noi donne, altroché!

Jeremy Paxman, volto noto della TV inglese, ha dichiarato che essere uomini alla BBC significa avere zero possibilità di fare carriera. 1. Ci crediamo? 2. Ti viene da dire "poverini"? 3. Si mettessero nei panni di noi donne, altroché!

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Il fatto: Jeremy Paxman, volto noto, anzi notissimo, della televisione inglese, ha dichiarato che la BBC discrimina gli uomini bianchi e di classe media. E che essere uomini alla BBC significa avere zero possibilità di fare carriera. L'affermazione di Paxman è stata subito ripresa nei titoli di una quantità di quotidiani (fra i quali Corriere.it ), con tanto di sondaggi associati: gli uomini sono discriminati? Serve un provvedimento delle Pari Opportunità per salvaguardare il maschio contro lo strapotere femminile?

Fosse anche vero... La prima reazione di un essere di sesso femminile è, generalmente, «Oh, poverini!» La seconda è una riflessione: non li avevamo mai visti alzare la voce in questo modo quando erano le donne ad essere palesemente discriminate. «Brucia, eh?» viene da dire: beh, tenetela un po' lì, ché poi ci si fa l'abitudine. Se la parità vi interessa così poco, forse dovreste accettare l'eventualità di un rovesciamento di potere.

Sfortunatamente - sia per la dignità di Paxman, che ha perso un'occasione di stare zitto; sia per le donne britanniche - la situazione alla BBC non è esattamente come la dipinge l'irato anchorman. I numeri parlano chiaro: su 35 posti di potere, 10 sono ricoperti da donne; dei 15 consiglieri d'amministrazione, solo 4 sono donne. Su una forza lavoro ripartita al 50% fra i due sessi, il predominio femminile non sembra proprio rappresentare un problema. E solo 5% dei dirigenti appartiene ad altre etnie, per cui ecco anche la questione razziale che se ne va dalla finestra. Paxman, inoltre, è bello stagionato: e alla BBC, una donna oltre i 50 anni ha più difficoltà di un uomo a lavorare in video.

Anche in Svezia gli uomini sono in rivolta: si sentono discriminati. Nelle farmacie sono comparsi scaffali di oggetti erotici destinati a un pubblico femminile. Gli uomini svedesi si sono inalberati: vogliono le pari opportunità anche nei vibratori. L'Ombudsman per le Pari Opportunità li ha presi sul serio, e sta valutando se fare o meno causa alle farmacie. Un po' più motivata, invece, la protesta delle guardie carcerarie di Norrköping, nella Svezia centro-orientale, che si lamentano di turni alleggeriti solo per le colleghe. E pensare che in Svezia il congedo parentale è incentivato se sono i papà a stare a casa con i bimbi: come a dire, OK, riconosciamo il fatto che altrimenti col cavolo che vi smazzate mesi di pappe, biberon e pannolini: vi premiamo per il sacrificio. Grazie tante, diciamo noi. Però nel frattempo, in Svezia qualche mamma in più riesce a tornare a lavorare. E in Svezia, il ministro delle Pari Opportunità è una trentanovenne musulmana originaria del Burundi. Proprio un altro mondo.

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