Oggi il miele si fa in città. E a Milano arrivano le arnie d’autore

Lo hanno già capito a New York, Sydney, Tokyo, Berlino Londra o Parigi, dove negli ultimi 4 anni si sono moltiplicati gli alveari urbani.  E se, nella capitale francese, parigini e turisti fanno a gara per  comprare il Miel Béton, prodotto sui tetti del quartiere Saint Denis e  venduto alle Gallerie Lafayette, a New York grazie all’associazione Bees  Without Borders, nell’East Village sono stati installati ben 250 alveari che, ogni anno, fruttano svariati chili miele venduto per beneficienza.

La  buona notizia? Finalmente, il nuovo ecotrend sta contagiando le nostre  città. La pioniera è Milano, con associazioni come Villaggio Nostrale  (www.nostrale.it) che organizza corsi di apicoltura urbana e ha promosso la diffusione di arnie sui terrazzi di diversi quartieri milanesi.

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di

Silvia Calvi

L'apicoltura urbana è un trend che, dopo aver conquistato New York, Sydney, Tokyo, Berlino Londra e Parigi, ora arriva in Italia. A Milano spuntano in centro città i primi apiari urbani, grazie ad alcune associazioni che insegnano ad allevare le api sui tetti. E il 3 e 4 ottobre inaugura il primo apiario d'artista del mondo, con casette disegnate da artisti e designer internazionali. Un percorso da non perdere, per guardare, imparare e... assaggiare

E, oggi, con un’operazione che unisce biodiversità-ecologia e bellezza (siamo pur sempre nella città della moda!): domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 12, Green Island (www.amaze.it), in collaborazione con Melizia/Co.n.api, la rete dei maggiori produttori di miele biologico, inaugura presso gli Orti di via Padova il primo Apiario d’artista del mondo. Con le bellissime e colorate arnie disegnate da artisti e designer di tutto il mondo: Bee Collective, Judith Cowan, Simone Berti, Lois Weinberger e molti altri. In tutto, 10 casette alle quali ne sarà aggiunta una ogni anno per allargare via via questa pacifica e salutare occupazione urbana.

Nell’apiario d’artista del capoluogo lombardo non mancheranno poi percorsi didattici per famiglie e scolaresche, laboratori, banchi d’assaggio e, naturalmente, il proposito di mettere in vendita il primo miele milanese. Il nome c’è già: Mi-Mi (Miele Milano), la cui prima raccolta è prevista per la primavera 2016. A produrlo, semplici appassionati seguiti da apicoltori professionisti.

Mielemania? Proprio così. Lo conferma un ultimo dato che vede in aumento i giovani (soprattutto le donne) che scelgono di trasformare una passione in una professione. Oggi in Italia il 20 per cento degli apiari sono gestiti da donne e sono ben 42 le titolari di aziende che producono miele, polline, pappa reale, propoli e cera del consorzio nazionale apicoltori (il Conapi oggi raduna in tutto 227 realtà, tra imprese, cooperative e associazioni, nelle quali lavorano quasi 1.000 apicoltori italiani dal Piemonte alla Sicilia per produrre 2.200 tonnellate di miele). Mentre, specialmente nel Centro Sud, sono nati numerosi apiari didattici, aperti alle scolaresche e alle famiglie. E che piaccia tanto alle donne, forse, non è un caso: in fondo un’alveare cos’è, se non una vastissima impresa femminile?

Quella per le api è una vera passione. Non è facile entrare in questo mondo, capirlo e adattarsi ai suoi ritmi. Quante persone la trasformano in un lavoro, rivoluzionando la loro vita? Paola Bidin è una di queste.

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