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Come chiedere il part time agevolato prima della pensione

di Giorgia Nardelli

Chi andrà in pensione entro la fine del 2018 può fare domanda per lavorare con orario ridotto. Senza perdere un euro di contributi. Una guida per sapere come presentare la domanda e come convincere la propria azienda

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Chi andrà in pensione entro la fine del 2018 può fare domanda per lavorare con orario ridotto. Senza perdere un euro di contributi. Una guida per sapere come presentare la domanda e come convincere la propria azienda

Da giugno è in vigore il part time agevolato. La misura consente ai dipendenti del settore privato che andranno in pensione entro la fine del 2018 – circa 389.000 - di ridurre l’orario di lavoro godendo di una serie di incentivi. Puoi concordare con la tua azienda una riduzione dell’orario tra il 40 e il 60%: in busta paga oltre alla retribuzione, riceverai un bonus esentasse da parte del tuo datore di lavoro pari ai contributi che avrebbe dovuto versarti se avessi continuato a lavorare full time. A conti fatti, se hai uno stipendio di 2.000 euro netti e scegli un orario ridotto del 40% percepirai 1.911 euro al mese. In più, lo Stato ti accrediterà i contributi, come se lavorassi a tempo pieno.

Chi ne ha diritto «Puoi richiedere il part time agevolato se sei un dipendente del settore privato, hai almeno 20 anni di contributi e raggiungerai entro il 31 dicembre 2018 l’età pensionabile, vale a dire 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 65 anni e 7 mesi per le donne (che salirà a 66 anni e 7 mesi dal 1 gennaio 2018)» spiega Roberto Benaglia, segretario regionale della Cisl Lombardia.

Come fare le pratiche Devi farti rilasciare dall’Inps il certificato che attesta che sei in possesso dei requisiti, poi sottoscrivere con il datore di lavoro il nuovo contratto part time che verrà inviato alla Direzione territoriale del lavoro. Trascorsi 5 giorni, la stessa domanda va inviata all’Inps, che deve rispondere entro cinque giorni lavorativi. Il part time parte dal mese successivo.


Come convincere il datore di lavoro «Spesso il datore di lavoro non è favorevole al part time perché spetta a lui a pagare il bonus aggiuntivo in busta paga» dice Benaglia. «È quindi meglio iniziare una trattativa con l’aiuto di un rappresentante sindacale, e far capire che la soluzione, anche se non a costo zero, è vantaggiosa per l’azienda, perché taglia l’alto costo di un dipendente anziano».

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