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Ecco il Jobs act per gli autonomi: più diritti per le neo-mamme

di Lorenza Pleuteri

Il Senato ha finalmente approvato il disegno di legge che riguarda il popolo delle partite Iva e dei collaboratori - due milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici - e per gli smart workers. “Una rivoluzione culturale”, secondo esperti e commentatori. Ma in che cosa consiste questa rivoluzione? E cosa cambia riguardo a maternità e congedi parentali?

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Il Senato ha finalmente approvato il disegno di legge che riguarda il popolo delle partite Iva e dei collaboratori - due milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici - e per gli smart workers. “Una rivoluzione culturale”, secondo esperti e commentatori. Ma in che cosa consiste questa rivoluzione? E cosa cambia riguardo a maternità e congedi parentali?

Taglia finalmente il traguardo, dopo un lungo percorso e il rimpallo di modifiche e aggiustamenti, il Jobs act per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, due milioni e mezzo di persone, l’esercito delle partite Iva e dei professionisti, dei collaboratori e dei free lance. Il Senato ha dato il via libera al ddl (di ispirazione governativa) che rivoluziona il settore, approvando le ultime modifiche apportate dalla Camera. Le nuove norme – ribattezzate “Statuto del lavoro autonomo” - andranno a incidere su maternità, malattia e infortuni, formazione, tempi di riposo, telelavoro e “diritto alla disconnessione”. Non tutto è stato però definito. Il Governo ha 12 mesi di tempo per emanare decreti legislativi e rendere concreti ed effettivi alcuni articoli. Non mancano però le critiche. “Da questa riforma - è una delle osservazioni ricorrenti – è rimasto fuori il riconoscimento del diritto a una paga proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, l’equa retribuzione sancita dalla Costituzione”.

Maternità e congedi parentali

Per le iscritte e gli iscritti alla gestione separata dell’Inps, i congedi parentali pagati dall’Istituto saliranno da tre a sei mesi (limite che si applica alla somma dei congedi dei due genitori, anche se uno è in un’altra gestione o cassa di previdenza) e potranno essere sfruttati entro i primi tre anni di vita (non più uno solo) di un figlio naturale o di un bimbo in adozione o in affido. Durante il periodo pre e post parto (due mesi più tre oppure un mese più quattro), inoltre, sarà possibile continuare a lavorare e a fatturare senza perdere l’indennità economica per la maternità, perché non scatterà più l’astensione obbligatoria assoluta dall’attività professionale. La lavoratrice in pausa potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali richiesti.

Infortuni, malattia e contributi

Il rapporto di lavoro non cesserà in caso di gravidanza, malattia e infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa. Si potrà richiedere uno stop temporaneo delle prestazioni, senza il diritto al corrispettivo, per non più di 150 giorni nell’anno solare. Chi sarà costretto a “congelare” per più di 60 giorni un rapporto di collaborazione, per un incidente o per gravi problema di salute (non meglio precisati), potrà interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni e poi corrisponderli a rate. In caso di malattia domiciliare si avrà diritto a un'indennità pari al 50 per cento di quella ospedaliera e per un massimo di 61 giorni. La malattia domiciliare verrà equiparata alla degenza ospedaliera (quindi con indennità doppia e durata massima di 180 giorni) quando sarà certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche o di gravi patologie cronico-degenerative o che comunque comportino un’inabilità lavorativa temporanea del 100 per cento. Le norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro verranno estese agli autonomi, con o senza retribuzione, che prestano servizio in studi professionali e uffici dei committenti.

Pagamenti fatture

Le fatture dovranno essere saldate entro 60 giorni al massimo, senza possibilità di deroghe. Qualunque clausola contrattuale preveda scadenze diverse, più lunghe, sarà considerata nulla. In caso di abusi, il lavoratore autonomo avrà diritto al risarcimento del danno, “anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante gli organismi abilitati”.

Formazione professionale

Le spese deducibili per corsi di aggiornamento professionale e orientamento, sempre a partire dall’entrata in vigore dello Statuto, verranno estese a 10 e 5 mila euro. Le spese per svolgere un incarico sostenute dal datore di lavoro non andranno a incidere sul reddito della partita Iva.

L’indennità di disoccupazione anche per i collaboratori

Il pagamento della dis-coll (la disoccupazione per i collaboratori) diventa strutturale. La misura, introdotta in via sperimentale nel 2015, riguarderà non solo gli autonomi ma anche dottorandi di ricerca con borse di studio e assegnisti e verrà finanziata con l’incremento dell’aliquota contributiva di circa lo 0,5 per cento.

Smart working anche in Italia

La nuova legge introduce nell’ordinamento italiano lo smart working (il lavoro agile), un “ponte” tra la prestazione tradizionale all’interno di un’impresa e il telelavoro a distanza. Il lavoratore agile ”a parità di mansioni svolte” dovrà ricevere un trattamento economico non inferiore a quello dei lavoratori dipendenti della stessa azienda inquadrati in contratti collettivi e avrà diritto all’assicurazione sugli infortuni. Inoltre il rapporto di lavoro tra datore e professionista dovrà contemplare il “tempo di disconnessione”, cioè il diritto a staccare anche da computer e cellulari e a riposare. Non si dovrà più essere reperibili online o via smartphone ore su 24 su 24.

Punti forti e carenze

“Con l’approvazione della riforma del lavoro autonomo – commentano in un comunicato congiunto i dirigenti di Confprofessioni, Confassociazioni, Alta partecipazione e Acta - si compie un atto di giustizia nei confronti di milioni di professionisti italiani. Il confronto avviato da oltre due anni tra associazioni, governo e Parlamento ha finalmente prodotto i suoi frutti, consentendo anche al nostro Paese di varare una riforma del lavoro autonomo al passo con i tempi”. “Viene finalmente riconosciuto il duplice ruolo del professionista, da un lato attore economico che investe e crea ricchezza, economica e culturale, dall’altro soggetto autonomo che, in quanto tale, necessita di diritti e tutele”.

Restano però altri importanti passi da fare.  “Rimangono ancora aperte molte questioni - sempre a detta dei rappresentanti di professionisti e autonomi - a cominciare dall’equo compenso, senza ignorare il peso di un sistema fiscale che in termini di adempimenti diviene sempre più oppressivo e un apparato previdenziale da rendere più giusto”. 

Legge per tutti gli autonomi e i free lance

“L’articolo più importante del ddl appena approvato - altra osservazione che arriva dal mondo dei diretti interessati – è il primo, quello che definisce i destinatari delle nuove norme. La legge si rivolge e si applica a tutti i lavoratori autonomi, senza distinzioni, senza più divisioni e differenze tra i professionisti che hanno un ordine e una cassa autonoma e i professionisti che ne sono privi, i parasubordinati, per intendersi”. Sono invece esclusi dallo Statuto gli imprenditori, grandi e piccoli.

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