Metti le soft skills nel curriculum. E conquisti le aziende

NEW YORK, NY - SEPTEMBER 28: Job applicants meet potential employers at the NYC Startup Job Fair held at 7 World Trade Center on September 28, 2012 in New York City. More than 80 startup companies were represented, with some 600 job openings for the more than 1,000 applicants who attended the event. (Photo by John Moore/Getty Images)
/5
di

Myriam Defilippi

Per farsi assumere contano sempre più attitudini come l'affidabilità, la flessibilità e la capacità di lavorare in gruppo. E ora in Italia arriva anche una "pagella" che aiuta a individuarle

Non lasciamoci ingannare dal nome: le definiscono soft (letteralmente, morbido, leggero) ma hanno un peso crescente quando si cerca un lavoro. Sono le soft skills, competenze sociali, e le aziende ne sembrano affamate. Lo dicono studi internazionali e l'Italia conferma: da ieri i 5 vincitori selezionati nel corso dell'iniziativa Adecco Experience sono entrati, con contratto di un mese, in prestigiose imprese (da Indesit a Lombardini Group, da NH Hotel Group a Eataly). E sono pronti a farsi valutare sulla base delle proprie attitudini emotivo-sociali.

Prima di proseguire chiarisco un concetto fondamentale: non è che le hard skills, dal diploma al master, non contino più, però quelli stanno già lì, con l'acclarata autorevolezza delle certificazioni tradizionali, a ingrassare il curriculum. Le soft skills invece sono più sfuggenti. La buona notizia è che molti, magari senza saperlo, già le possiedono: è arrivato il momento di sfoderarle. Cerchiamo allora di capire meglio cosa siano.

Quando incrocio i dati di due studi, il Multigeneration job search 2014 (analisi del mercato del lavoro fatta dalla società Usa Millennial branding) e una ricerca dell'università bavarese di Passau, noto che l’elenco di competenze richiesto può essere più o meno lungo ma ruota attorno ad alcune voci chiave: oggi, a qualunque età, per avere maggiori probabilità di essere prescelti occorre essere affidabili, flessibili e saper lavorare in gruppo. Poi ognuno ci aggiunge un pizzico di competenza socioemotiva di ispirazione nazionale: gli americani apprezzano molto anche la creatività, per i tedeschi fa punteggio l'autodisciplina.

E da noi? Certo non mancano valutazioni, anche formali, di tirocinanti, apprendisti e dipendenti e ora Adecco Adecco Italia, tra le principali agenzie che si occupano di risorse umane, ha sfornato  la “soft skills licence”. Se la chiamo pagella, il suo inventore, Stefano Moda, direttore del candidate management di Adecco Italia, mi corregge virando verso una definizione, guarda caso, più soft:

«È uno strumento che consente alle aziende di valutare le persone che assumono sulla base di 8 parametri: flessibilità, capacità relazionale, affidabilità, rispetto delle regole e dei ruoli, performance lavorativa, motivazione, perseveranza e crescita personale. La licence deve essere accettata dall'impresa che la compila ma anche dai candidati e può essere loro utile: per conoscere i propri punti di forza così come quelli che vanno migliorati».

Da parte mia accetto  di non chiamarla pagella ma questa licence, che a ogni voce prevede un punteggio, è uno strumento delicato. Che va messo alla prova. E chi lo sta testando ora su di sé, i 5 ragazzi selezionati della Adecco Experience, è pronto alla sfida.

«L’esperienza che sto facendo come assistente di Direzione a Eataly a Roma mi emoziona, so di poter dare tanto e anche di poter raccogliere molto» racconta una di loro, Fiorella Palmieri, crotonese 31enne, occhi guizzanti e una parlata da cui sgorga tanta caparbietà. «Sono laureata in Geografia, ho una grande passione per la scrittura e l’enogastronomia che mi ha portata a diventare food blogger per  Giallo Zafferano. Ai ragazzi che non trovano lavoro dico di non lasciar perdere nessuna occasione. E, soprattutto, che spontaneità e perseveranza pagano».

Fiorella è un treno d'entusiasmo e io chiedo alla sua controparte cosa pensa delle soft skills. «Per chi lavora nel mondo della ristorazione è fondamentale sapersi interfacciare con lo chef e con i clienti ed essere capace di lavorare in squadra» dice Paolo Bongiovanni, responsabile marketing  di Eataly. «Molti, anche timidi, quando indossano la divisa da camieriere cambiano pelle, "entrano in scena" e creano con il pubblico rapporti fatti di calore ed efficienza».

Bella l'immagine di una professione che dilata le tue qualità, ma questo carnet di attitudini te lo ritrovi già impacchettato come bagaglio genetico o si va a scuola pure di soft skills? «Queste competenze di possono imparare ed affinare» ne è certo Bongiovanni. «A ogni età. Bisogna essere determinati e affiancarsi a colleghi con esperienza e da loro "copiare"».

Se volete altre utili dritte per valorizzare le vostre soft skills, trovate in questo nostro video  i pareri di tanti esperti.

Per quanto mi riguarda, lette le voci della soft skills licence, mi sto chiedendo quale punteggio mi darei per ciascuna di loro... E voi quali soft skills pensate di possedere? Come cercate di valorizzarle?

 

Tag:
Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te