Soft Skills: morbide, ma utili

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Soft skills. Cioè, quelle competenze trasversali che hanno più a che fare con il carattere, l'attitudine e la capacità di relazione che con le conoscenza pratiche e tecniche, ossia le hard skills.

Se state pensando: "ecco l'ennesima parola di moda che non vuol dire niente se non: non sei adatta per questo lavoro", confesso che all'inizio l'ho pensato anche io. In realtà non è che un modo diverso per definire caratteristiche molto importanti e da sempre cercate da datori di lavoro e selezionatori. Perché le competenze tecniche si possono acquisire, studiando e facendo pratica: la flessibilità, la capacità di lavorare in team e in armonia con gli altri, l'intraprendenza e la voglia di mettersi in gioco sono più complicate da ottenere. E, soprattutto per i candidati più giovani, che ancora non possono bilanciare i punti deboli con l'esperienza, possono fare la differenza.

Ecco quelle su cui lavorare.

Le più richieste doti di leadership e flessibilità sono tra le più importanti. Importante aver fatto esperienze diverse (non solo professionali: anche tramite i viaggi o il volontariato) che integrino gli studi. Apprezzate anche la capacità di lavorare con gli altri con entusiasmo, la creatività e il sapersi organizzare (che si dovrebbe apprendere già durante l’università).
Quelle digitali è come per l’inglese: anche se non servono al momento, serviranno un domani. La familiarità con gli strumenti online, la comprensione delle reti sociali, delle modalità di condivisione sul web e la cura della propria immagine su internet sono “doti” trasversali a molte professioni e ormai scontate per un neoassunto.

Vuoi saperne di più? Recentemente è uscito Soft skills. Con-vincere con le competenze trasversali e raggiungere i propri obiettivi (G. Carlotto, Franco Angeli, 19 euro).

di Barbara Sgarzi Riproduzione riservata

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