Con le nuove lauree troverò lavoro?

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L’anno accademico 2017-2018 si apre con oltre 3.000 corsi. Servono davvero a trovare lavoro in un periodo in cui la disoccupazione non scende al di sotto del 10%?

Vuoi allenare le stelle del calcio? L’università San Raffaele di Roma ha una laurea ad hoc. Se ti attirano espressioni come “Internet of things”, da Udine a Cagliari ci sono corsi a tema nuovi di zecca. E in Emilia Romagna è nata la Motorvehicle University: 6 indirizzi per chi sogna di lavorare nel settore delle auto da corsa (nella foto). L’anno accademico 2017-2018 si apre con oltre 3.000 corsi. Servono davvero a trovare lavoro in un periodo in cui la disoccupazione non scende al di sotto del 10%?

Il flop del 3+2

«Gli atenei si affannano per rispondere alle richieste del mercato» ammette Ivano Dionigi, presidente del consorzio AlmaLaurea. «La riforma del 3+2 del 1999 ha fallito, soprattutto nel caso della laurea triennale che dovrebbe trovare un posto a molti giovani, riservando la quinquennale a determinate professioni o alla ricerca». Solo il 61% lavora a un anno dal titolo. «I nuovi corsi, comunque, sono un bene e nella gran parte dei casi sono seri. L’importante è che dietro gli inglesisimi ci sia sostanza, a partire dai tirocini in azienda».

Il bisogno di flessibilità

Al momento di trovare un impiego ci vorrà elasticità. I laureati in “Internet of things” saranno informatici: se non inventeranno il device del millennio, potranno essere impiegati ovunque esista una rete da gestire. E chi uscirà dall’indirizzo “Calcio” di Scienze motorie magari non allenerà il Messi di domani, ma lavorerà nel campo della riabilitazione. «Mai sottovalutare le materie umanistiche nei piani di studio» nota Dionigi. «Lo aveva capito Steve Jobs quando diceva che sarebbe servito l’ingegnere rinascimentale».

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