Una legge tutela chi denuncia abusi sul lavoro

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Eleonora Lorusso

Chi denuncia abusi sul lavoro ora è tutelato da una legge che protegge da mobbing, licenziamenti e demansionamenti. Si incentiva così il whistleblowing, letteralmente "soffiare nel fischietto". Una pratica diffusa in Usa e Gran Bretagna dove chi segnala un illecito è premiato 

Si dice Whistleblowing, significa che d'ora in poi in ufficio occorrerà fare più attenzione a come ci si comporta. La possibilità di denunciare illeciti o abusi è infatti diventata legge e ora si potrà applicare anche al settore privato. Mentre si discute molto di molestie e comportamenti scorretti in ambito lavorativo, ecco che in Italia entra nel vocabolario un nuovo termine, che deriva dall'inglese: letteralmente significa "soffiare nel fischietto" e indica l'atto di chi, come un arbitro, ferma il gioco quando vede un fallo o una scorrettezza.

Cosa prevede la legge

La nuova norma prevede la tutela per coloro che, da interni, notano un illecito o atteggiamenti scorretti (spesso di corruzione) e lo denunciano, prevedendo una speciale tutela: la "talpa", colui che informa del malaffare, infatti, non potrà essere sanzionato, demansionato o licenziato, né potrà subire mobbing di alcun tipo dal parte del capo o dei vertici dell'azienda, smascherati. Se ciò accadesse, è prevista una sanzione fino a 50mila euro, estesa anche al responsabile anticorruzione, per non aver dato giusto peso alla segnalazione. L'identità dell'informatore, inoltre, non potrà essere rivelata. Attenzione, però, a non abusare di queste misure di cautela: se chi denuncia non fosse in buona fede o se la "soffiata" dovesse rivelarsi falsa o infondata, sono previsti provvedimenti disciplinari anche per chi l'ha fatta.

I sostenitori

"Abbiamo fatto una campagna per sensibilizzare e far capire che dietro quel termine inglese così ostico si celano storie ed esperienze umane di ingiustizia e sofferenza umana di chi finora ha subito ritorsioni per aver fatto nient'altro che il proprio dovere" ha commentato Federico Anghele di "Riparte il Futuro", associazione che insieme a "Transparency International" si è battuta per ottenere questo risultato.

Come funziona all'estero

Il Whistleblowing è una prassi consolidata nel mondo anglosassone: negli Usa e in Gran Bretagna, oltre a garantire l'anonimato dell'informatore e la sua tutela, è prevista una ricompensa in denaro per chi ha fornito la segnalazione dell' illecito, fino al 30% delle somme che vengono recuperate grazie alla denuncia stessa. Da questo punto di vista la nuova legge non prevede alcuna protezione di tipo economico, che invece i sostenitori del provvedimento avrebbero voluto sull'esempio dell'Olanda, dove esiste persino una "Casa per la tutela del whistleblower". In Francia sono contemplate invece garanzie contro licenziamento o discriminazioni, mentre in Germania esiste un'assistenza per coloro che segnalano illeciti, pur non essendoci una legge apposita.

Il caso del "delatore" di Ferrovie Nord

In Italia il caso più clamoroso di whistleblowing è quello di Andrea Franzoso, l'uomo che denunciò le "spese pazze" del Presidente di Ferrovie Nord, Norberto Achille, e per questo subì per questo ritorsioni e venne licenziato. La sua storia è poi diventata un libro, Il Disobbediente (ed. Paper First). Prima dell'approvazione di questa nuova legge, infatti, era possibile solo rivolgersi agli organi interni dell'azienda per segnalazioni di illeciti. Franzoso andò anche dai carabinieri: il 24 ottobre scorso Achille è stato condannato per peculato.

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