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Unire i puntini fra social e tazze di tè

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Silvia è alta e magra, i capelli neri corti, un paio di occhi azzurri sotto gli occhiali e quando parla con le sue dita sottili si tocca il ciuffetto e tira giù il maglione. Quando lo fa secondo me pensa ai massimi sistemi, che stempera con gesti occasionali e ripetitivi. É laureata in logica e trova soluzioni logiche a situazioni complesse. Geniale. Quando parla ricorrono spesso parole come realtà, territorio, risorse, rete. Ma della sua evve moscia non ne pavlevò! Ci racconta che ogni tanto si tuffa in una  torta vegana.

Valentina ha un timbro di voce sicuro. La sua parlata tradisce le sue origini del sud, anche se è poliglotta e oriunda. Illumina il viso con un sorriso pieno della sua giovinezza. Quando parla accompagna le parole al gesto delle mani morbide, sopra il petto che insieme al respiro la mantengono al di sopra delle cose. Ha spiccato senso di responsabilità e ha tutto per farcela con le start up, le micro e macro imprese, in Italia e all'estero. Presto abbasserà lo sguardo e troverà la soluzione.

Elena è così leggera che se le regalassi un palloncino e le annodassi il cordoncino al polso potrebbe volare su, in alto sopra i libri, i social, i siti e il web. Quando sta seduta occupa pochissimo spazio e si arrotola i capelli lisci lisci da una parte con una mano. Unico gesto un po' personale nel suo personaggio compito e nel suo essere nerd. É altamente sicura del fatto suo nel suo ambito. Io credo abbia una passione che non descrive, ma deve esserci perchè per amare i libri, la letteratura, le lingue, certo non basta saper smanettare.

Giulia ha gli occhi all'insù e quando parla accompagna le sue convinzioni con le dita delle mani tese, con il palmo aperto. Quasi nervose. Vuole essere chiara e, forse per deformazione professionale - ha studiato comunicazione, psicologia, educazione - è quasi didattica e usa un tono di voce alto. Sono sicura che quello morbido lo usa in famiglia. Quando si prepara per scrivere sul suo pc con nonchalance si rigira i capelli in una matita ed è perfetta, poi lascia stare, tira fuori l’armamentario e si rolla una sigaretta. Può esprimere un concetto in un'immagine. Alta qualità.

Queste le mie compagne di viaggio, delle dieci magnifiche, queste le quattro mie complici del gruppo FRED, ormai già affezionate. É con loro che riuscirò a unire i pallini oltre lo schema. Quando arrivo a Piano C sono già con la tazza di tè caldo in mano a confabulare tra la cucina e la nostra postazione. Io invece col mio cortocircuito. Ma sono sul pezzo. Quando sono con i miei amici attori mi pavoneggio nel destreggiarmi col mio nuovo vocabolario, per fare impresa tra network, management, target, social, cose di cui loro sono completamente all'oscuro, come del resto lo ero io prima. Ma ora, eh ma ora, ho fatto mambassa di gergo business. Sì, ora un cavolo, non ho ancora un tutorial che imperversa sul web, il mio brand non trionfa e non è richiesto dalle aziende, non ho ancora pubblicato nulla nei miei social e non ho ancora un seguito di followers che cliccano like. È tutto da fare. Si dice che le cose esistano prima che succedano. Allora non c'è, ma esiste.

Raffaella Boscolo
C to Work, terza edizione

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