1989-2009: ricordando la caduta del Muro

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    Credits: Lapresse

    Il 9 novembre del 1989, durante un periodo di proteste noto come l'Autunno delle Nazioni che portò al crollo del blocco sovietico, il governo della Repubblica Democratica Tedesca annunciò che i suoi residenti avevano il permesso di visitare la Repubblica Federale. Una folla pazza di gioia iniziò ad arrampicarsi oltre il muro che attraversava Berlino: il 9 novembre passò alla storia come il giorno della caduta del muro che fino a quel punto aveva diviso non solo le due Germanie, ma anche l'Europa dell'est da quella dell'ovest.

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    Credits: Lapresse

    Dopo il 9 novembre, il muro rimase tecnicamente sorvegliato: gli ordini non erano di abbatterlo, ma di aprire nuovi varchi. Tuttavia, la gente continuò a portarselo via, pezzo dopo pezzo, finché il 13 giugno del 1990 non iniziarono le operazioni di smantellamento. Per allora, la riunificazione delle due Germanie era già iniziata.

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    Credits: Lapresse

    Il muro di Berlino, ricoperto di graffiti, era stato per ventotto anni il simbolo della guerra fredda e dei blocchi contrapposti: da una parte l'Occidente, dall'altra i paesi del socialismo reale, guidati dall'URSS. Ventotto anni di spionaggio, armi atomiche, mitologia del "bottone rosso" e terrore dell'Olocausto nucleare.

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    Credits: Lapresse

    Il governo della Germania Ovest era solito sondare gli umori della popolazione dell'Est con un sistema di sorveglianza molto particolare. Erano le cosiddette train questioner, insospettabili donne di mezza età che viaggiavano sui treni, si spacciavano per venditrici o giornaliste, incaricate di attaccare bottone con i passeggeri o i passanti: fu così che si verificò anche la disposizione dei tedeschi dell'Est nei confronti di un possibile abbattimento del Muro.

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    Credits: Locandina del film

    Nessuno dei film ambientati a Berlino prima del 1989 può prescindere dal Muro, la cui importanza è pari a quella di un personaggio. Ne Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, il Muro è il confine contro cui tutti i personaggi vanno a sbattere, il limite delle loro vite e del loro spazio. Nel 1993, Wenders diresse Così lontano, così vicino, il seguito, che ritraeva il mutamento della società tedesca dopo l'unificazione.

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    Credits: Locandina del film

    Tra i film che si svolgono in Germania a cavallo dell'abbattimento del muro Hedwig - La diva con qualcosa in più è sicuramente uno dei più belli e colorati. La storia di Hansel, che diventa Hedwig per amore e per un'operazione di cambiamento di sesso malriuscita, ha fatto nascere un culto paragonabile solo a quello del Rocky Horror Picture Show.

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    Credits: Locandina del film

    Good Bye Lenin! è una commedia che parla, obliquamente, di ostalgie, la nostalgia dell'est, della vita nella DDR. Nel film, una fervente socialista finita in coma per otto mesi si risveglia nella Germania unita. Per risparmiarle lo shock di scoprire che il suo mondo è finito, i figli organizzano una complessa trama per farle credere che il Muro non sia mai caduto, e con esso il socialismo reale.

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    Credits: Ansa

    La caduta del Muro segna uno spartiacque anche nella trama di Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck. Il film racconta di un agente della Stasi, i servizi segreti del regime socialista, costretto a sorvegliare uno scrittore di teatro incensurato, e del suo progressivo distaccarsi dai metodi repressivi del sistema a cui appartiene.

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    Credits: Lapresse

    Come per il cinema, anche per la letteratura il Muro ha una fortissima valenza simbolica: nessuno dei romanzi scritti in quegli anni è esente dalla sua ombra. Fra le opere più importanti, Il cielo diviso di Christa Wolf: un romanzo che narra la crisi di una storia d'amore fra due persone separate dal Muro. Uscito nel 1963, subito dopo la costruzione della barriera fisica fra le due Germanie, il libro rimane una testimonianza fortissima della scissione fra le diverse visioni del mondo.

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    Credits: Locandina del film

    La cupezza della vita nella Berlino divisa è fotografata perfettamente da uno dei libri più celebri degli anni '70, Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino di Christiane F., autobiografia di una giovane tossicomane cresciuta in un quartiere popolare della Berlino Ovest, costruito proprio a ridosso del Muro. Una storia di vite buttate fra eroina, prostituzione, furti e overdose nei bagni, che viene tuttora indicato come uno dei testi più autentici e brutali sulla realtà della tossicodipendenza.

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    Credits: Ansa

    La dissidenza con il regime socialista fu la causa di molti espatrii. Fra i tanti artisti che hanno dovuto superare le barriere fisiche e politiche della cortina di ferro c'è anche la sempreverde Nina Hagen, musicista punk originaria di Berlino Est, la cui carriera cominciò a decollare solo dopo l'espulsione del suo patrigno dalla Germania dell'Est, e si stabilì ad Amburgo, e in seguito a Berlino Ovest.

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    Credits: Ansa

    Tra le canzoni pop ispirate dal Muro, una delle più celebri è 99 Luftballons di Nena, uscita nel 1982. Il testo della canzone fu ideato da Carlo Karges, il chitarrista di Nena vedendo dei palloncini volare sopra un concerto dei Rolling Stones a Berlino. Carlo immaginò che i palloncini potessero volare oltre il muro nel settore sovietico: il testo della canzone racconta di una reazione esagerata dell'esercito alla vista di novantanove palloncini volanti.

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    Credits: Lapresse

    La canzone-simbolo della caduta del Muro è sicuramente Wind of Change degli Scorpions, gruppo hard rock tedesco: un pezzo talmente famoso da essere stato tradotto in russo e spagnolo, e ri-cantato anche da Mina.

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    Credits: Ansa

    Il 9 novembre del 1990, Roger Waters dei Pink Floyd organizzò un concerto al Potsdamer Platz, per celebrare l'anniversario della caduta. Un folto gruppo di artisti (fra cui Bryan Adams, Cyndi Lauper e Marianne Faithfull) eseguirono per intero The Wall, uno fra i dischi più celebri dei Pink Floyd. Il concerto sarà trasmesso da Sky in occasione del ventennale, il 9 novembre 2009 alle 23.00, sul canale 702.

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    Credits: Immagine dal sito

    Il Muro è dunque caduto, ma la sua forza simbolica rimane. Il sito Berlintwitterwall raccoglie da Twitter tutti i messaggi marcati #fotw, acronimo di fall of the wall, "caduta del muro". In attesa di veder cadere tutti i muri che ostacolano la libertà delle persone, in ogni parte del mondo.

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    Credits: Ansa

    I libri che parlano della caduta del Muro di Berlino sono numerosi. Eccone alcuni tra i più recenti:

    1989. Dieci storie per attraversare i muri (Orecchio Acerbo, pp. 87, euro 12). Dieci racconti scritti da dieci grandi scrittori europei più i disegni di Henning Wagenbreth. Per raccontare l'intolleranza ai bambini.

    Qualcuno era comunista (Sperling & Kupfer, pp. 743, euro 22) di Luca Telese. Sottotitolo: Dalla caduta del Muro alla fine del PCI: come i comunisti italiani sono diventati ex e post. L'avventura del partito (ex)comunista italiano, tra caduta del Muro e nascita del Pd.

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    Credits: Ansa

    Altri libri che parlano della caduta del Muro di Berlino:

    Ogni cinque bracciate (Le Lettere, pp. 136, euro 20) di Vincenzo Frungillo. Un originale poema in cinque canti che ha per protagoniste quattro campionesse olimpiche della Germania Est, una volta agli apici della gloria, poi distrutte fisicamente dal doping. Il corpo dopato diventa metafora dell'utopia socialista e degli sforzi, tipici della modernità, di andare oltre ogni limite.

    Caduti dal muro (Vallecchi, pp. 300, euro 12) di Tito Barbini e Paolo Ciampi. Un saggio che è un viaggio in quella parte di mondo che fino a venti anni fa stava dall'altra parte della cortina di ferro: Europa orientale, Russia, Cina, Vietnam, Cambogia, Tibet...

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    Credits: Ansa

    Falce e sberleffo (Piemme, pp. 475, euro 19) di Ben Lewis. Sottotitolo: Una storia del comunismo attraverso la satira. Ovvero: le barzellette che hanno fatto crollare il muro. Ben Lewis ha raccolto per anni aneddoti e storielle divertenti in tutta l'Europa dell'Est. Ne è venuta fuori una raccolta irriverente e giocosa che, attraverso il riso, fa riflettere su un periodo capitale (e tragico) della nostra storia.
    Che cosa resta (Edizioni EO, pp. 105, euro 7,50) di Christa Wolf. Romanzo molto intenso che ha per protagonista una donna di Berlino sorvegliata dalla polizia segreta. Vive tra dubbi e angosce, non può fidarsi nemmeno degli amici più cari.
    Lipsia 1989. Nonviolenti contro il muro (Il Margine,  pp. 272, euro 16) di Paola Rosa. È il primo libro italiano che ricostruisce, attraverso documenti e testimonianzie, la storia dei movimento pacifisti e nonviolenti che ebbero origine all'interno delle Chiese evangeliche della Germania dell'Est. Questi movimenti, per cui Lipsia fu il teatro principale, svolsero un ruolo determinante per le manifestazioni che portarono alla caduta del Muro senza spargimento di sangue.

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    Credits: Das neue Berlin

    Schön nackt (Das neue Berlin, pp. 192, euro 19,90) è uno splendido libro fotografico uscito a inizio anno in Germania. Raccoglie 150 foto erotiche in bianco e nero, scattate al tempo dell'ex Repubblica Democratica Tedesca. Testimoniano un'estetica ormai lontana (le modelle sono donne comuni) e una concezione del nudo (molto più tollerato che in Occidente) lontana da quella che avevamo da questa parte della cortina durante la Guerra Fredda.

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di

Giulia Blasi

A vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, una gallery fotografica sulla storia e la cultura che lo hanno circondato.

 

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