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America, adesso parte la sfida vera

di Maurizio Dalla Palma
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È scoccata l'ora delle convention che incoroneranno ufficialmente i candidati alla Casa Bianca. Ma lo scontro decisivo si giocherà in tv

È scoccata l'ora delle convention che incoroneranno ufficialmente i candidati alla Casa Bianca. Ma lo scontro decisivo si giocherà in tv

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Se la corsa alla Casa Bianca è un film, gli ultimi 15 minuti saranno i più emozionanti o i più noiosi? In America se lo chiedono, sapendo che a decidere le elezioni del 4 novembre saranno i duelli in tv.

I due sfidanti, Barack Obama e John McCain, incapaci di tirare il colpo del ko, si preparano alle convention di partito, l'appuntamento che incorona ufficialmente il candidato alle presidenziali.

Il senatore afroamericano lima il discorso per la kermesse democratica che dal 25 al 28 agosto radunerà a Denver 75 mila delegati. La prima a parlare sarà sua moglie, Michelle. McCain, invece, dall'1 al 4 settembre, chiederà l'applauso dei 45 mila supporter repubblicani giunti a Minneapolis. «La verità è che la corsa non va bene per nessuno dei due» dice Vittorio Zucconi, inviato da New York de la Repubblica. «Obama, 47 anni, in vantaggio nei sondaggi, non riesce a conquistare del tutto gli americani. Stringi stringi, il colore della pelle lo danneggia. E non convince la sua "showmanship", il protagonismo.Sembra che voglia imitare John Kennedy senza averne le qualità: la Obamania è un po' passata».

Anche McCain, ex eroe della guerra del Vietnam, non ride. Punta sull'immagine di uomo semplice, che capisce i problemi della gente. «Peccato che McCain, a quasi 72 anni, faccia mille gaffe» spiega Zucconi. «Giorni fa ha confuso il Sudan, e il dramma del Darfur, con la Somalia. E quando fa un discorso si stanca presto e sbaglia le parole. Sembra un nonno pasticcione che dimentica le chiavi di casa. Senza contare che gli elettori vogliono far pagare ai repubblicani la pessima politica di George Bush».

Difficile fare pronostici. Ma il giudizio è chiaro. «Peseranno molto i tre confronti televisivi: perfino la rimonta di McCain è possibile» spiega Zucconi. «Gli americani si son fatti questa idea: devono scegliere tra Obama, veloce a cambiare posizione come l'Uomo Ragno, e McCain, una macchina usata poco eccitante».

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