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Angela Merkel, ritratto di una donna candidata al Nobel per la Pace

di Anna Scarano
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Sarà anche poco simpatica, ma accanto al Papa e all'agenzia Onu per i rifugiati, c'è Angela Merkel tra i candidati al Nobel per la pace. Ma perché dovrebbe vincerlo lei? Per tre motivi, che qui vi spieghiamo. E se sfogliate la nostra gallery, sicuramente ne troverete almeno uno per cui valga la pena tifare per lei

Sarà anche poco simpatica, ma accanto al Papa e all'agenzia Onu per i rifugiati, c'è Angela Merkel tra i candidati al Nobel per la pace. Ma perché dovrebbe vincerlo lei? Per tre motivi, che qui vi spieghiamo. E se sfogliate la nostra gallery, sicuramente ne troverete almeno uno per cui valga la pena tifare per lei

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Ce la farà Angela Dorothea Merkel a portare a casa il Nobel per la Pace che viene assegnato il 9 ottobre? Il suo nome è spuntato per la prima volta su Die Bild, il tabloid più letto in Germania, e il nome della Cancelliera ha subito preso quota, piazzandosi ai primi posti insieme a Papa Francesco e all'agenzia Onu per i rifugiati, lasciandosi alle spalle gli altri 273 candidati di un'edizione fra le più affollate della storia.

Ma perché  "das Mädchen" ("la ragazza"), soprannominata così quando diventò il ministro per le Donne e i Giovani... più giovane della Germania riunificata avrebbe le caratteristiche giuste per portarsi a casa l'ambita medaglia? Kristian Berg Harpviken, direttore dell'Istituto di ricerca sulla pace di Oslo, che ogni anno dice la sua sull'argomento, quest'anno punta tutto su di lei perché "ha dimostrato ottime qualità morali di guida in un momento critico", quello della crisi europea dei rifugiati, ma oltre a questo c'è anche il suo ruolo di mediazione per il cessate il fuoco nell'Ucraina Orientale, motivo per cui il parlamento tedesco ha proposto la sua candidatura a Stoccolma.

Noi di Angela sappiamo che è sicuramente una secchiona. È una scienziata laureata in fisica, diventata la prima donna presidente del suo partito, la Cdu, e che governa la Germania dal 2005, non a caso Forbes Magazine l'ha definita "la donna più potente al mondo". Insomma, Angela è una prima della classe, che parla il russo e all'aspetto non ispira a tutti simpatia. Postura rigida (e non solo nelle occasioni ufficiali), pochi sorrisi e la fama di essere fredda, calcolatrice, stratega. Ma sarà proprio vero?  In realtà ha sorpreso tutti dichiarando, di fronte all'onda d'urto dei rifugiati: "Come dice Reinhard Marx, il Signore ci ha dato una sfida e noi dobbiamo affrontarla", a proposito il Marx citato è l'autorevole vescovo cattolico di Monaco e cardinale. Così Angela ha aperto le frontiere ai rifugiati, spiazzando tutti. E lo ha fatto dopo che per tutta l'estate nel suo Pese sui social media girava l'hashtag #merkelschweight cioè: la cancelliera tace.

"Con questa mossa a sorpresa ha messo la sua testa sulla tagliola perché si gioca il suo futuro politico" dice Angelo Bolaffi, filosofo della politica e germanista, dal 2007 al 2011 direttore dell'Istituto di cultura italiana a Berlino e autore del libro Cuore tedesco. Il modello Germania, l'Italia e la crisi europea (Donzelli). "Di fronte a un'Europa che non sapeva gestire la crisi si è assunta la responsabilità di quelli che molti hanno definito una catastrofe umanitaria, ha sospeso il regolamento di Dublino e non ha lasciato all'addiaccio, con l'arrivo dell'inverno, i rifugiati".
Una responsabilità pesante perché entro la fine dell'anno in Germania i richiedenti asilo (e non solo siriani) potrebbero essere un milione. "Non ci sono dietro a questa decisione dei calcoli politici" prosegue Bolaffi "ma la convinzione profonda che fosse giusto fare così. Perchè la Merkel ci mette un po' di tempo a decidere, ma quando è convinta agisce, passa all'azione". E lo ha fatto anche in un'altra occasione, che potrebbe favorire la conquista del Nobel. Dopo l'incidente nucleare di Fukushima, ha deciso di chiudere tutte le centrali nucleari tedesche entro il 2022, dando inzio alla svolta energetica verso le rinnovabili che viene ora copiata anche da altri Paesi. E lasciando di sasso i Verdi, che che fin dalla fondazione del partito, negli anni Ottanta, avevano fatto dell'antinucleare la loro principale bandiera.

Sì, va bene, Angela lavora molto e a testa bassa. "Lo so" conclude Bolaffi "il pubblico coglie soprattutto questo e il suo potere, ma vi garantisco che in privato è una persona simpatica, divertente, molto spiritosa, che ascolta e apprezza il consiglio delle donne". Che dite, facciamo il tifo per lei? Anche perché gli ultimi sondaggi del suo Paese la danno in ribasso proprio dopo la svolta politica sui rifugiati.

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