Attentato a Istanbul: perché Isis colpisce la Turchia?

/5
di

Oscar Puntel

Le fonti investigative confermano la pista del Califfato. Il terrorismo colpisce l’aeroporto, struttura considerata super sicura per dimostrare che il paese in realtà è vulnerabile.

Un nuovo attentato terroristico ha colpito la Turchia. Alle 22 (ore locali) di martedì 28 giugno, almeno 3 terroristi armati di kalashnikov hanno aperto il fuoco ai controlli di sicurezza nella zona degli arrivi dell'aeroporto Ataturk, a Istanbul. Si contano almeno 36 morti e 147 feriti. Poco dopo, si sono fatti saltare in aria durante uno scontro a fuoco con la polizia. Le indagini puntano dritte verso l’Isis. Dall’inizio dell’anno è il terzo atto terroristico che la città turca subisce. Da un anno a questa parte, sono già morte circa duecento persone. Perché è successo? Che cosa sta accadendo in Turchia?

Perché l’Isis ce l’ha con la Turchia?

Valeria Talbot, ricercatrice dell’Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale: “Fino all’estate del 2015, il governo di Ankara ha avuto un atteggiamento abbastanza morbido nei confronti dell’Isis. La Turchia faceva passare attraverso le sue frontiere i foreign fighters, i combattenti stranieri dello Stato Islamico, che dall’Europa raggiungevano l’Iraq e la Siria proprio per combattere la causa del Califfato: la creazione di un loro proprio Stato. I turchi lasciavano fare perché a loro faceva gioco: l’Isis, passando attraverso i confini con la Siria, fermava l’avanzata della popolazione Curda, che vuole una sua regione autonoma. Ma questa è diventata una strategia pericolosa. Da luglio del 2015, La Turchia ha aderito attivamente alla coalizione a guida Usa per combattere l’avanzata dello Stato Islamico: da quel momento è cominciata una lotta al terrorismo del governo di Ankara. Quindi, l’atteggiamento morbido è venuto meno e come rappresaglia anche la Turchia è diventata terreno di scontro e di attacchi da parte delle milizie del Califfato”

Ma l’Isis ce l’ha anche con i turisti? Perché ha colpito l’aeroporto?

Ancora Talbot: “Le due ragioni sono due. La prima: per dimostrare che la Turchia è vulnerabile in quello che viene considerato uno dei luoghi più sicuri. L’aeroporto Ataturck ha infatti standard di sicurezza molto elevati: è uno dei luoghi più controllati del paese. La seconda: si è voluto colpire il paese attaccando una sua struttura nevralgica. Quello scalo è un hub internazionale, per scambi commerciali da e per l’Europa, da e per l’Asia. Nel mirino: il turismo, ma soprattutto l’economia di un paese”.

Perché Isis attacca la Turchia, un paese comunque musulmano?

“Lo Stato Islamico non fa differenza fra non-musulmani e musulmani che fanno accordi con quelli che considerano “infedeli”. Per il Califfato sono nemici anche quei musulmani che hanno rapporti o relazioni con noi”, ci dice l’esperta.

Sappiamo che oltre al fronte con l’Isis, c’è anche una guerra interna in Turchia, quella che il governo sta conducendo contro i Curdi, che appunto vorrebbero un proprio Stato.

“Le tensioni continuano: il sud del Paese è in uno stato di guerra civile. Ci sono interi quartieri in città che sono terreno di scontro fra le forze di sicurezza di Ankara e i separatisti curdi. La questione è ancora dolorosamente aperta”

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te