Brexit: le conseguenze economiche se Londra esce dall’Ue

Credits: Olycom
/5
di

Simone Spetia

Il giornalista di Radio 24 Simone Spetia spiega le conseguenze che ha, sull’economia e sui cittadini, la vittoria del no

Premessa: quando pensiamo all’Europa, ai suoi molti errori, alla burocrazia delle sue istituzioni, alle sue regole a volte incomprensibili, tendiamo a dimenticare alcuni enormi vantaggi dei quali godiamo. Grazie alla Ue possiamo liberamente circolare nei confini di 28 Stati, così come lo possono fare le nostre merci e i nostri soldi. E se ci trasferiamo in un altro Paese europeo ci è garantita la parità di trattamento come lavoratori e come cittadini, anche per i servizi sociali e sanitari.

Potrebbero cambiare le tutele per  gli stranieri

C’è mezzo milione di italiani che vive in Gran Bretagna  e rischierebbe un taglio netto del welfare e, in caso estremo, il rimpatrio. Ma vale lo stesso per il milione e 300mila britannici che vivono nel resto d’Europa. In caso di permanenza nell’Unione è comunque previsto che la Gran Bretagna negozi condizioni diverse, proprio a partire da una riduzione delle prestazioni sociali per gli immigrati europei.

Potrebbero diminuire i posti di lavoro

Sull’economia si addensa il maggior numero di incognite. I favorevoli alla permanenza nell’Unione hanno messo in guardia: il rapporto presentato dal ministero del Tesoro parla di un calo del Pil del 3,6% in due anni e molte aziende ipotizzano tagli di personale. Sul fronte antieuropeista, si fa notare come la Gran Bretagna risparmierebbe sui contributi che versa all’Ue e sulle spese di welfare per i cittadini stranieri. Tutti concordano sul fatto che la Brexit  comporterebbe uno shock economico per la Gran Bretagna e l’Europa, con una riduzione degli scambi commerciali e finanziari, anche se sull’entità dello shock ci si divide.

Potrebbe esserci uno shock politico

Tutti, soprattutto, sostengono che ci potrebbe esserci uno shock politico - una piena vittoria dell’antieuropeismo - che si scaricherebbe anche sugli altri Paesi. A livello interno, poi, c’è lo snodo della Scozia, dove la maggioranza dei cittadini è a favore della permanenza nell’Ue. Si sta facendo largo l’idea che Edinburgo potrebbe votare una secessione e unirsi all’Europa. Nell’Unione europea e fuori dal Regno Unito avremmo la Scozia, il maggior produttore di petrolio del vecchio continente.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te