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Brexit: perché non dobbiamo avere paura

di Chiara Grandin

Guardiamo tutti alla Brexit con paura. In realtà, a livello mondiale e personale i motivi per avere paura sono e saranno sempre tanti. La life coach Chiara Grandin ci invita ad avere più fiducia 

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Guardiamo tutti alla Brexit con paura. In realtà, a livello mondiale e personale i motivi per avere paura sono e saranno sempre tanti. La life coach Chiara Grandin ci invita ad avere più fiducia 

Chiara Grandin
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Fa un lavoro semplice e meraviglioso. Aiuta le persone a fare breccia nella confusione e nello...


È Brexit: il referendum ha deciso l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Le opinioni sono contrastanti eppure una cosa mi è chiara da questa vicenda ed è che ultimamente pare ci sia sempre un buon motivo per temere il futuro e tutte le sue incertezze.

Lo scorso anno era la Grecia in default. Domani sarà una nuova minaccia del terrorismo o le elezioni presidenziali USA. Dopodomani saranno problemi meno mondiali ma più locali come l’aumento delle tasse o il cambio disumano della circolazione del traffico.

Tra un mese potrebbero esserci i problemi che si aprono e si chiudono con la porta di casa tua tipo: salute cigolante, relazioni che scricchiolano, cose che si rompono. E poi non mancheranno i giorni in cui cose che normalmente non ti sfiorano nemmeno, ti sembrerà che siano problemi di vitale importanza: tipo lo scarico del lavandino che si intasa e improvvisamente è tragedia. Insomma, temere il domani, diventa un’abitudine che pian piano plasma la nostra vita.

L’ho visto chiaramente ascoltando le testimonianze di Italiani residenti in Inghilterra e di londinesi circa il referendum del 23 giugno che avrebbe stabilito l’uscita o meno della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

E a questo punto mi domando: al di là della legittima decisione degli esseri umani (giornalisti, politici e non) di avere un’opinione o un pronostico in proposito e al di là delle conseguenze che una strada piuttosto che un’altra avrebbe portato, ha senso vivere perennamente spaventati del futuro?

La mia risposta da essere umano e da life coach è: no. Anzi è “NO, GRAZIE”.

E il motivo del mio “NO, GRAZIE” è che mai come oggi vedo l’inutilità e il danno che deriva dall’abitudine di temere il futuro. Lo vedo sempre nel mio lavoro: il problema non è quello che accade nel mondo, perché le cose (incluse quelle sconvolgenti) continueranno ad accadere. Il problema è il livello di scarsa lucidità che hanno le persone. Il problema è la loro paura del futuro che le blocca e impedisce loro di avere un minimo di prospettiva nel gestire quello che va gestito.

Non ho idea di come cambieranno le cose dopo questo referendum, ma una cosa la so. Poiché ci sarà sempre un buon motivo per temere il domani, ci sarà sempre un buon motivo anche per guardare ad esso con fiducia. Fiducia non è mettere la testa sotto la sabbia. Fiducia significa smettere di pre-occuparsi di qualcosa e iniziare semplicemente ad occuparsi delle cose un passo alla volta. Fiducia significa darsi la possibilità di vedere le cose da nuove prospettive. Significa anche stare in silenzio finché non si avrà qualcosa di sensato da dire o da fare, e smettere di alimentare la paura collettiva del futuro.

Fiducia, infine, è dare spazio a quel coraggio insito nella natura umana che ci porta a fare la cosa migliore a prescindere dalle circostanze in cui ci troveremo.

Pertanto il mio augurio, adesso, è di affrontare il risultato con fiducia. Quella vera che viene dal coraggio che risiede in ognuno di noi.

 

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