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Dopo i fatti di Colonia, le domande scomode che tutti ci facciamo

di Natascia Gargano
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La piazza delle violenze in Germania fa ancora parlare di sé. C'è chi sostiene la teoria dl complotto, chi semplicemente quella di un branco ubriaco, e c'è chi chiede la chiusura delle frontiere. Tante domande, molte anche scomode, e poche risposte. Abbiamo cercato di fare chiarezza  con Paolo Branca, docente di Lingua e Letteratura Araba all'Università Cattolica di Milano

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La piazza delle violenze in Germania fa ancora parlare di sé. C'è chi sostiene la teoria dl complotto, chi semplicemente quella di un branco ubriaco, e c'è chi chiede la chiusura delle frontiere. Tante domande, molte anche scomode, e poche risposte. Abbiamo cercato di fare chiarezza  con Paolo Branca, docente di Lingua e Letteratura Araba all'Università Cattolica di Milano

Perché le denunce continuano ad arrivare a diversi giorni dall'accaduto?
"Non metto in dubbio che possa succedere un fatto come quello di Capodanno in un posto dove sono arrivati migliaia di profughi ma la quantità di denunce, che sta aumentando di giorno in giorno, mi pare sospetta. La polizia tedesca, non a caso, ha aperto un'inchiesta per verificare che non si tratti di un attacco organizzato contro la politica di apertura agli immigrati della cancelliera Angela Merkel".

Quanto c'entra il "branco" in quello che è successo?
"Sicuramente il gruppo deresponsabilizza: il singolo non si sente a pieno l'autore della violenza, ma demanda la colpa a un'entità fantomatica cui è più difficile chiedere conto. Ma questo non riguarda solo masse di profughi riuniti in piazza nella notte di San Silvestro: accade quotidianamente anche in Italia, basti pensare agli atti di bullismo contro i disabili o ai giovani studenti "bene" che sfasciano le scuole".

Che ruolo ha avuto la religione?
"Gli autori delle violenze sono persone al margine, facilmente prese nella rete della criminalità organizzata e della droga che, mentre derubano, magari allungano anche le mani, facendo ciò che moralmente non sarebbe ammesso, in un momento in cui hanno già abdicato a ciò che è permesso. Ma questo fa parte di una degenerazione che non attribuirei all'Islam.
Anche la Bibbia ha un'impostazione patriarcale che è tipica di tutte le culture semitiche cui appartengono musulmani, ebrei e cristiani.Il decimo Comandamento dice "non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo", equiparando la donna a una delle proprietà del marito.
In tutte queste culture, la componente femminile è stata occultata per millenni. Questa è la mentalità antica da cui tutti discendiamo, quindi punture il dito contro un'unica religione è un'ipocrisia insopportabile. E se sono stati fatti dei passi avanti nella nostra società non è merito della religione ma della cultura laica che ha posto un limite alle follie maschiliste".

Com'è vista la donna occidentale dai musulmani?
"Sicuramente è percepita in maniera diversa. Nei Paesi arabi permane una cultura tradizionale in cui le donne sono discriminate, mentre da noi qualche piccolo passo avanti è stato fatto. Quindi, a fronte di un grosso riversamento di persone di cultura diversa in breve tempo, non è difficile che accada quello che è successo a Capodanno. Per loro qui tutto è consentito, come da loro tutto è proibito. Per loro la donna occidentale è disinibita e sempre disponibile a un rapporto sessuale. Questa è l'immagine che diamo attraverso i nostri film, le pubblicità e in generale la nostra cultura consumistica ed edonistica. Anche se non corrisponde alla realtà, è percepita come tale dalle persone e quindi ha effetti reali".

Bisogna limitare l'accoglienza dei rifugiati?
"Il problema non è il limite, ma la modalità. L'immigrazione deve essere gestita. Se viene fatta bene si limitano i danni, se viene fatta superficialmente si subiscono i danni come un evento atmosferico. Il problema non è se piove ma quello che facciamo quando piove. Il mondo è diventato piccolo, la gente si sposta in grandi quantità, e bisogna assumere delle politiche adeguate alla sfida. Gli stranieri in vent'anni raddoppieranno, mentre noi siamo a crescita zero. Se adesso facciamo fatica a contenerli domani non potremmo neanche muovere un dito".

Manca il controllo del territorio?
"Il controllo di polizia a Colonia è stato senza dubbio carente. Ma lo è anche da noi in Italia. Un esempio? La questione delle moschee. In Italia ce ne sono 800 clandestine e pochissime regolari. È più utile per la sicurezza averle abusive o autorizzate? Continuare a dire no alle moschee nel nostro territorio rassicura, ma nel frattempo queste aumentano senza che nessuno abbia il controllo. E così il divieto ai luoghi di culto è pura propaganda. E la convinzione che le nostre società senza i musulmani risolverebbero tutti i problemi è una menzogna colossale".

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