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Onore all’elefante in estinzione

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Due conferenze internazionali lanciano l'allarme: gli elefanti rischiano di scomparire in meno di un decennio

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Due conferenze internazionali lanciano l'allarme: gli elefanti rischiano di scomparire in meno di un decennio

Sono di questi giorni gli allarmi del mondo animalista internazionale per il rischio di estinzione degli elefanti ormai altissimo. In Africa soprattutto, dove in Tanzania il bracconaggio ha raggiunto i 30 animali uccisi al giorno e lascia prevedere la totale scomparsa della specie entro meno di un decennio. Questi i dati forniti da un'organizzazione non governativa a tutela della fauna, durante una recente conferenza a Dar es Salaam.

Non è meno a rischio l'elefante indiano, di dimensioni inferiori rispetto all'africano e fornito di zanne solo se maschio. Traffico d'avorio a parte, in India la minaccia principale secondo il WWF è la perdita dell'habitat naturale a favore dell'urbanizzazione. E l'ultimo convegno internazionale appena concluso a New Delhi, ha stabilito che dopo i rinoceronti, anche gli elefanti vanno inseriti nelle specie altamente a rischio.

Da molto tempo ho fatto mio il saluto inglese a un grande quando muore: Honour to. Così, scovando qualche giorno fa la poetica immagine dell'addio di un uomo del villaggio di Singizora (nel Bengala occidentale) a un elefante, mi sono inginocchiata idealmente con lui e ho onorato, cospargendolo di fiori, l'ennesimo esemplare perduto di una specie animale tanto antica e straordinaria.

A commento della foto, va detto che tra gli elefanti e la popolazione indiana esiste da sempre un forte senso di appartenenza e di rispetto. Non a caso la conferenza di New Delhi è stata battezzata in lingua hindi Haathi mere saathi, che significa "Elefante mio compagno".

Non riesco a pensare che i miei pronipoti probabilmente non vedranno più queste meravigliose creature. La prima volta io ne ho visti alcuni allo zoo di Milano. Avevo 5 anni e possiedo ancora una fotografia di quella gita (mai più ripetuta per autodifesa di chi mi accompagnava), che mi ritrae in un pianto disperato. Ricordo ancora come sono passata repentinamente dall'incanto emotivo dell'incontro con un enorme elefante che, con la proboscide, prendeva delicatamente le noccioline dalla mia mano, al dolore feroce di saperlo imprigionato e di non poterlo liberare da quelle sbarre.

Tutti gli animali ci aiutano a conservare la poesia dell'infanzia e ci educano all'emotività e alla compassione, ma l'elefante più di tutti rappresenta il gigante buono, la forza senza cattiveria, la longevità, l'etica della vita di gruppo, il coraggio e l'intelligenza della natura.

Onore, allora, al gigante compagno, con la speranza che gli allarmi non siano vani e che il mondo si unisca davvero per salvarlo.

 

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