Chi è Emmanuel Macron, l’idolo della politica francese

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Eva Morletto

Emmanuel Macron, 39 anni, che il 7 maggio sfiderà la candidata del Front National Marine Le Pen per aggiudicarsi l'Eliseo, è il nuovo idolo del panorama politico d’oltralpe. Ma chi è davvero?

I sondaggi lo hanno visto vincitore nell'ultimo dibattito pubblico contro Marine Le Pen, i media lo adorano, intellettuali e imprenditori gli fanno la corte, il suo movimento «En marche», fondato nell’aprile dell’anno scorso, è al centro del dibattito. Emmanuel Macron, 39 anni, che domenica sfiderà la candidata del Front National per aggiudicarsi l'Eliseo, è il nuovo idolo del panorama politico d’oltralpe. Ma chi è davvero?

Emmanuel Macron ministro dell'economia

Dopo un passaggio nell’alta finanza al servizio della banca Rotschild, è diventato il ministro dell’economia di Hollande nel 2014. Un ministro giovane, brillante, con gli occhi aperti sul mondo che cambia e sui nuovi equilibri dell’impiego, influenzati dai contratti flessibili, dalle nuove tecnologie, dai finanziamenti partecipativi. Al tempo stesso, gli impeccabili completi inglesi e le maniere da lord gli conferiscono un’eleganza senza tempo e un non-so-che di old style che conquista il pubblico di ogni generazione.

Chi è Emmanuel Macron

Emmanuel Macron ascolta musica classica e ha sposato la sua insegnante d’inglese, di vent’anni più grande. «Io la sposerò» avrebbe detto alla sua Brigitte, quando ne era ancora l’allievo al liceo. Sa quello che vuole da sempre. La sua determinazione ha fatto sì che gran parte del gotha dell’imprenditoria e della cultura francese gli accordasse la fiducia ancora prima di leggere il suo programma. Quest’ultimo, giunto tardi tra le proteste dei rivali, si è rivelato un distillato di equilibri fra destra e sinistra, un accordo da Mozart sospeso fra spinte liberali e attenzione alle fasce più deboli, fra incentivi alle imprese e il principio di «uguaglianza di possibilità» volto a far partire tutti dalla stessa linea di partenza, attenuando così, con un sistema di aiuti alle scuole e alle imprese localizzate nelle zone più difficili, le differenze sociali che minano il futuro di troppi giovani.

Emmanuel Macron e il movimento En marche

Emmanuel Macron innova, quindi «interessa, destabilizza e disturba» come dice l’editorialista politico di Radio France Alain Duhamel. Secondo quest’ultimo il candidato sarebbe «una sorta di start-up nell’universo politico francese, grazie all’organizzazione innovativa di En marche».

Il movimento è composto infatti da comitati che si riuniscono per dibattere le idee di ognuno, mandando poi il resoconto del brainstorming al direttivo, in modo che le migliori proposte di ogni militante siano prese in conto. È nuovo e piace, e al ballottaggio darà battaglia vera perché fra il candidato di «En marche» e la leader del Front National la differenza di prospettive è abissale. In tema di immigrazione, mentre la Le Pen prona all’immediata chiusura delle frontiere, in un discorso tenuto all’università di Humboldt di Berlino, Macron ha esordito così: «Angela Merkel ha salvato l’onore dell’Europa aprendo le porte ai rifugiati. È un delitto confondere immigrazione e terrorismo». L’affermazione ha scatenato l’ira funesta dei lepenisti ma ha scaldato il cuore di tutti gli elettori che ancora credono nell’Europa e nella ricchezza di una società cosmopolita.

Emmanuel Macron conquista le donne

La «start-up Macron» ha così conquistato il pubblico. Quello femminile in particolare. Nei ranghi dei comitati che formano il movimento «En marche», le donne sono numerosissime. Molte sono responsabili di piccole-medie imprese private o hanno incarichi manageriali all’interno di grandi aziende. Ci sono mamme, attirate dalla politica in favore dell’«eguaglianza delle possibilità », ci sono studentesse che vedono in lui un simbolo di rinnovamento in un tessuto politico logoro, ci sono quelle che lo voteranno perché «è uno che ascolta».

Il lavorio precario penalizza soprattutto le donne e le soluzioni proposte dal suo programma - ad esempio riunire in un’unica cassa per le pensioni i contributi versati in ogni momento della vita attiva, sia come dipendenti, sia come autonomi - riscuotono l’approvazione. E poi c’è la sua immagine, da giovane gentleman fra i vecchi lupi della politica, a far sì che l’empatia fra lui e le elettrici sia forte. C’è da credere in fondo che quell'«io la sposerò» farà salire sensibilmente il suo consenso alle urne. Sperando che mantenga davvero le promesse, non solo quelle matrimoniali.

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