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Europa: stop allo smog

di Carlo Giorgi
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Blocco del traffico, domeniche a piedi. Nel nostro Paese lo smog è a livelli allarmanti e si cercano soluzioni. Perché non provare a imitare le altre nazioni?

Blocco del traffico, domeniche a piedi. Nel nostro Paese lo smog è a livelli allarmanti e si cercano soluzioni. Perché non provare a imitare le altre nazioni?

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Si litiga per lo smog in Italia. Da una parte c'è chi sostiene che le soluzioni più efficaci per ridurre il livello delle polveri sottili siano il blocco del traffico e le domeniche a piedi. Dall'altra c'è chi invece ritiene che questi rimedi siano inutili, che una volta ripristinata la circolazione delle auto tutto torni come prima. E intanto l'aria diventa irrespirabile. A Milano nel 2005 si è superato per 151 giorni il limite di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo. E solo a gennaio di quest'anno i giorni sono stati 30 su 31. Ma il problema sembra esistere solo da noi. Leggete infatti come lo hanno risolto le altre città europee.

Londra fa pagare il ticket

Dal 2002 a Londra c'è il "congestion charge": l'accesso al centro dietro il pagamento di 8 sterline (12 euro). «Il sindaco Ken Livingstone ha fatto una scelta vincente» dice Giuseppe Di Giampietro, docente di Progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. «Ha ridotto il traffico del 18 per cento e usa i soldi degli ingressi per la manutenzione del metro».

Parigi si affida ai mezzi

Sì alle restrizioni del traffico, secondo i francesi, ma a vantaggio dei mezzi pubblici. Parigi ha 22 linee tra metro, navette e treni veloci. Ed entro il 2006 14 bus viaggeranno su corsia preferenziale. «L'inquinamento si combatte con tram e autobus veloci» spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente. «Perché più funzionano più la gente è incentivata a usarli. Nel nostro Paese purtroppo i bus si bloccano nel traffico. E le corsie riservate sono un sogno».

Barcellona sceglie il solare

Dal 2000, grazie alla "Ordinanza solar", ogni nuovo palazzo di Barcellona è provvisto di pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua. «Una distesa che ha superato i 26 mila metri quadri» dice Alberto Fiorillo di Legambiente. «Ed evita l'emissione di 3.400 tonnellate d'anidride carbonica».

Amsterdam va in bici

Il 37 per cento degli spostamenti nella capitale olandese è su due ruote. «Il comune costruisce piste ciclabili e convince gli automobilisti a usare le biciclette» dice Gaetano Benedetto, segretario aggiunto di Wwf Italia. Non solo. Per migliorare la qualità dell'aria Amsterdam ha scelto la strada ecologica anche per scaldare 130 mila case: sfruttando l'energia prodotta dalla combustione dei suoi rifiuti.

Zurigo "divide" le macchine
Il car-sharing, l'utilizzo comune di un'unica automobile, vede gli svizzeri in prima linea. «A Zurigo 27 mila persone condividono 600 vetture» dice Karl Heusi di Mobility, l'azienda che fornisce il servizio. «E questo riduce di 770 tonnellate l'emissione di anidride carbonica in un anno».

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