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Per ogni persona che soffre la fame due mangiano troppo

di Maurizio Dalla Palma
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Il Pianeta è diviso. Il 10 per cento della popolazione possiede la metà della ricchezza globale mentre, anche in Italia, le famiglie sono sempre più povere. Questa però non è l’unica contraddizione, avvertono gli esperti riuniti in un convegno a Milano, che puntano il dito sugli eccessi. Del cibo e dell’industria

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Il Pianeta è diviso. Il 10 per cento della popolazione possiede la metà della ricchezza globale mentre, anche in Italia, le famiglie sono sempre più povere. Questa però non è l’unica contraddizione, avvertono gli esperti riuniti in un convegno a Milano, che puntano il dito sugli eccessi. Del cibo e dell’industria

I paradossi della ricchezza, dell’alimentazione e della salute, una volta contrapponevano il Nord e il Sud del mondo. Oggi riguardano tutti. A partire dall’Italia dove si sta allargando il gap tra ricchi e poveri. Nei giorni scorsi i dati dell’Inps hanno rivelato che il reddito delle famiglie è calato in cinque anni del 5,2 per cento, aggravando una situazione in cui il 10 per cento della popolazione possiede quasi la metà (il 45 per cento) della ricchezza. Se ne è discusso anche al Forum internazionale sul cibo e la nutrizione organizzato il 28 e 29 novembre all’università Bocconi di Milano dal Barilla center for food & nutrition. Esperti di ogni parte del mondo hanno condiviso l’idea che bisogna ripensare le regole dello sviluppo. Due di loro hanno risposto alle nostre domande su economia, cibo, malattie. Esprimono concetti simili a quelli emersi in questi giorni alla Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici di Doha, in Qatar: se amiamo noi stessi e il Pianeta, dobbiamo rivedere abitudini e comportamenti.
 
C’È CHI MANGIA TROPPO
E CHI TROPPO POCO
Novecento milioni di abitanti del Pianeta soffrono la fame. Il numero era diminuito negli anni Novanta, ora è tornato a crescere. Più di un miliardo e mezzo di persone, invece, è obeso o in sovrappeso: lo è un italiano su due. «Il problema della fame è innanzitutto legato alla povertà» spiega Gabriele Riccardi, docente di endocrinologia e malattie del metabolismo all’università di Napoli Federico II. «Produciamo cibo sufficiente per sfamare nove miliardi di persone, due più di quelle che popolano la Terra. Ma la povertà impedisce a molti di nutrirsi. Un altro aspetto riguarda la composizione della dieta. Nei Paesi poveri è sbilanciata. Anche quando le calorie sono sufficienti spesso mancano i micronutrienti di frutta e verdura. Così i bambini crescono con carenze di vitamina A, ferro, iodio, e soffrono di ritardi nello sviluppo e nell’apprendimento». L’altra faccia della medaglia è l’obesità. Affligge perfino i Paesi un tempo arretrati. «La Cina deve fronteggiare un’epidemia di obesità tra coloro che sono diventati benestanti» spiega Riccardi. «In Italia si continua a pensare che un bambino sano sia un bambino in sovrappeso. Sbagliato. Su tre bambini grassi, due diventeranno adulti obesi esposti a diabete, ipertensione e malattie cardiache».
PIÙ CIBO PRODUCIAMO
PIÙ NE BUTTIAMO VIA
La fame rimane un problema, ma il 30 per cento della produzione agricola finisce in discarica. Viene buttato via. «Il sistema alimentare, che fa arrivare sulle tavole i prodotti della terra, è inefficiente» dice Barbara Buchner, direttore di Climate policy initiative Europe, organizzazione no profit per la ricerca su energia, economia e clima. «Gli alimenti si deteriorano a causa delle lacune nel trasporto, nella conservazione e nella distribuzione. Uno spreco che non ci possiamo più permettere. Per sfamare la popolazione mondiale dobbiamo sfruttare al massimo i terreni coltivati. Tagliare altre foreste per liberare spazio provocherebbe disastri ambientali».
VIVIAMO PIÙ A LUNGO
MA CI AMMALIAMO DI PIÙ
L’età media supera in Italia gli 80 anni. Ma l’80 per cento delle persone dai 65 anni in su è affetto da almeno una malattia cronica, il 50 per cento addirittura da due patologie. Viviamo di più, viviamo peggio. «Gli anziani fanno poco movimento, perdono massa muscolare e questo rende vulnerabili alle malattie: per stare meglio basterebbe fare ogni giorno una camminata» dice l’endocrinologo Riccardi. «C’è poi il problema di una dieta poco variata. Chi è più vecchio tende a mangiare sempre le stesse cose perché ha problemi di masticazione o difficoltà nel preparare i piatti. Ma la malnutrizione favorisce osteoporosi e diabete».
COLTIVIAMO CEREALI PER “SFAMARE” AUTO, NON PERSONE
Si è creato un paradosso ecologista: una parte di mais, colza e canna da zucchero, che potrebbero essere utilizzati nell’alimentazione, viene invece trasformata in biocarburanti per le auto. «Negli Usa si è arrivati a destinare il 50 per cento del mais alla produzione di combustibili verdi, amici dell’ambiente» dice Barbara Buchner, direttore di Climate policy initiative Europe. «La scelta, in parte rivista, ha contribuito in passato al rialzo dei prezzi delle materie prime alimentari ed è stata all’origine delle rivolte del pane in molti Paesi».
IL MENÙ PIÙ ECONOMICO
È ANCHE PIÙ SANO ED ECOLOGICO
«Sapevamo che la dieta mediterranea, a basa di pane, pasta e olio d’oliva, è più sana di quella con carne, dolci e formaggio» dice Barbara Buchner. «Ora abbiamo scoperto che questo menù è anche più rispettoso dell’ambiente. L’impronta ecologica, cioè il consumo di risorse naturali per produrlo, è minore. Per coltivare un chilo di frutta servono in media 4 litri di acqua. Un chilo di carne, invece, ne richiede cento. Una differenza di cui tenere conto se vogliamo salvare il Pianeta».

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