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Fermiamo le mutilazioni genitali femminili

di Sara Sironi
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Il 6 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: una pratica crudele che riguarda nel mondo 130 milioni di donne. Ecco che cosa possiamo fare per combatterla

Il 6 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: una pratica crudele che riguarda nel mondo 130 milioni di donne. Ecco che cosa possiamo fare per combatterla

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Oggi ricorre la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: una pratica crudele che riguarda nel mondo 130 milioni di donne. È un rituale di origine arcaica legata all'ambiente nomade patriarcale (non ha nulla a che vedere con la religione islamica) diffuso in molti Paesi africani, in alcune zone dell'Asia e nelle comunità di immigrati in Europa, Italia compresa.

Le leggi dell'Unione Europea vietano espressamente queste mutilazioni dal 2001, ma non tutti gli Stati garantiscono una protezione reale alle piccole vittime. In Italia una legge specifica è stata approvata il 9 gennaio 2006 (puoi leggere il testo della legge e gli approfondimenti sul sito dell'associazione Nosotras di Firenze): il ministro della salute Livia Turco oggi ha dichiarato che le linee guida per gli operatori sanitari sono in fase di elaborazione.

Noi cosa possiamo fare?

Possiamo partecipare alle iniziative organizzate a Roma, Bari e a Milano

Possiamo informarci sul dibattito seguito alla proposta del ginecologo Omar Abdulcadir che nel 2004 chiedeva di praticare nelle strutture pubbliche italiane una "simbolica" puntura di spillo sul clitoride anestetizzato delle bambine per evitare le pratiche clandestine (spesso conseguenti all'approvazione di leggi punitive).

Possiamo aderire alla campagna dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (Aidos) che ha promosso il sito StopFGM!

Possiamo guardare il film "Moolaadé" (patrocinato da Amnesty International)  del regista Ousmane Sembène. Feltrinelli propone un abbinamento dvd+libro (17 euro) che contiene un interessante volume di 160 pagine curato da Daniela Colombo, presidente e fondatrice di Aidos. La trama del film: Collé Ardo vive in un villaggio africano. Sette anni prima si è rifiutata di sottoporre sua figlia alla pratica dell'escissione, che considera barbara. Ora, quattro ragazzine scappano per sottrarsi a questo rito purificatorio, e chiedono protezione a Collé. Da qui lo scontro tra due valori: il rispetto del diritto d'asilo - il Moolaadé - e l'antica tradizione dell'escissione - la Salindé.

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