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Le case in Sudamerica dove i bambini ricominciano a vivere

di Monica Triglia
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Il libro Do you know? realizzato dal fotografo Stefano Guindani racconta le case di accoglienza aperte in nove Paesi dell'America latina per i bambini soli al mondo. Bambini che hanno un'opportunità di vita grazie all'aiuto dell'associazione NPH e della Fondazione Rava.  

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Il libro Do you know? realizzato dal fotografo Stefano Guindani racconta le case di accoglienza aperte in nove Paesi dell'America latina per i bambini soli al mondo. Bambini che hanno un'opportunità di vita grazie all'aiuto dell'associazione NPH e della Fondazione Rava.  

C’è un libro bellissimo di cui vorrei parlarvi. Si intitola Do you know? (Skira) e documenta le case di accoglienza dei bambini orfani e abbandonati costruite da Fondazione Rava - NPH Italia in nove Paesi dell’America Latina: Messico, El Salvador, Honduras, Haiti, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Guatemala, Bolivia e Perù. È stato realizzato dal fotografo Stefano Guindani in occasione dei 60 anni di NPH (Nuestros Pequeños Hermanos), associazione internazionale in aiuto all’infanzia in condizioni di disagio.

Il libro raccoglie immagini straordinarie, gioiose e durissime.

Ma non è solo un libro da guardare. Va letto per le storie scritte e per le parole con cui Stefano Guidani introduce il suo lavoro: «Raccontare, far sapere, far sentire, incuriosire, mostrare senza troppi filtri le cose brutte e quelle belle, il dolore e insieme la speranza. Ecco perché il titolo del libro è una domanda: do you know?».

Bisogna far sapere, per esempio, dei bambini che Guindani ha incontrato nei suoi viaggi «le cui origini sono le bidonville, le discariche, le famiglie violente, la strada».

Bisogna far sapere anche di cose insopportabili: «In Honduras ho incontrato una bambina di 4 anni che chiedeva la carità col fratellino di un anno in braccio per portare i soldi ai due genitori tossici».

Il libro è un’occasione straordinaria per conoscere le attività di Nuestros Pequeños Hermanos e della Fondazione Rava.

«Ciò che mi ha colpito dell’attività di NPH è che in 60 anni ha salvato la vita di migliaia di bambini in America latina, offrendo loro cure mediche, cibo, accoglienza» dice Mariavittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava-NPH Italia onlus. «Ma NPH non si ferma a questo: ha dato loro un futuro ed è stato motore di cambiamento del loro destino, per sempre.

Bambini altrimenti condannati a vivere per strada, di stenti e nella sofferenza, o a diventare delinquenti, grazie all’istruzione e alla formazione professionale sono diventati cittadini responsabili,

medici, avvocati, ingegneri, operai, insegnanti, capaci di aiutare a loro volta molte altre persone in difficoltà e di essere protagonisti della rinascita del loro paese».

Un lavoro importante, documentato da Stefano Guindani non solo con Do you know? Ma anche con il volume precedente Haiti through the eye of Stefano Guindani.

E proprio al progetto di chirurgia pediatrica dell’ospedale Saint Damien di Haiti (unico sull'isola, assiste 80.000 bambini l'anno) per operazioni chirurgiche salvavita, è dedicato un numero solidale che consente di donare da 2 a 5 euro. Fino al 18 giugno basta chiamare il 45506 oppure inviare allo stesso numero un Sms.

«Mi chiedono cosa ho portato a casa con il mio lavoro con la Fondazione Rava» dice Stefano Guindani. «Io rispondo che ho portato a casa tantissime cose. A partire dalla gioia che tocchi e respiri appena scendi dall’aereo in Paesi dove tutto ti aspetteresti meno che la gioia. Paesi dove l’aspettativa di vita è di 35-40 anni, un bambino su tre non arriva ai 2 anni, i ragazzini sniffano la colla e si prostituiscono per 2 dollari al giorno e il 90 per cento della popolazione campa con meno di un dollaro al giorno.

Intrecciata alla gioia c’è la morte.

In questi luoghi la morte non fa sconti e ti scontri spesso con lei. Noi occidentali non siamo abituati. Mi è capitato di vedere cadaveri abbandonati per strada, stanno lì perché la sepoltura è un costo».

In questo intreccio di luce e ombre c’è il mistero della vita. «Come dice un giovane boliviano José Antesana Soares che esibisce le cicatrici di un’infanzia difficile con una dignità che lascia a bocca aperta e nel quale già si ravvisa la stoffa del leader: “Una vita senza problemi non è una vita”».

Le strutture NPH sono piccoli villaggi dove si cerca di ricreare l’ambiente e un clima di una vera famiglia. Al mattino i bambini frequentano la scuola, nel pomeriggio studiano, giocano e lavorano. A tutti i ragazzi, al termine degli studi, è richiesto un “anno di servizio” presso una di queste strutture: un modo per contraccambiare il sostegno ricevuto continuando ad aiutare i propri “fratellini”. 

Con 26 euro al mese, si può adottare a distanza un bambino orfano o abbandonato accolto nelle Case Orfanotrofio NPH.

«È possibile scrivergli, ricevere le sue lettere, andare a trovarlo. La Fondazione incoraggia vivamente la visita presso la Casa N.P.H. dove vive il bambino; è sempre un’esperienza decisamente emozionante» dice Maria Vittoria Rava. Che aggiunge: «Una volta padre William Wasson, il fondatore di NHP nel 1954, mi disse: “Maria Vittoria, tu non potrai salvare tutti i bambini del mondo, ma se ne aiuterai anche uno solo, facendo tutto ciò che puoi e con amore, cambierai veramente la sua vita per sempre».

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