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Islam, qualcosa si muove

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Il Medio Oriente attraversa un momento eccezionale. La gente si batte per la democrazia. E, per la prima volta dopo tanto tempo, spera

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Abbiamo ancora negli occhi le immagini delle migliaia di libanesi che il 28 febbraio hanno invaso le strade di Beirut per chiedere il ritiro dei militari siriani dal loro Paese. Ma le bandiere e le mani che stringevano rose sono solo l'ultimo episodio di un vento di democrazia che attraversa il Medio Oriente. «Elezioni libere e fine dei regimi autoritari sono le richieste che arrivano da molti Paesi dell'area» spiega il sociologo Khaled Fouad Allam, editorialista de la Repubblica. «Un processo di cambiamento che è stato messo in moto dall'intervento americano in Iraq».

>>Libano
I 30 mila manifestanti scesi nella piazza dei Martiri di Beirut chiedevano il ritiro dei 14 mila soldati siriani presenti in Libano dal 1976. Una forza di occupazione straniera, arrivata per mettere fine alla guerra civile, che rischia di condizionare le elezioni previste per maggio. «I libanesi non vogliono più vivere sotto la tutela dei siriani» dice Allam. «Segno che l'orgoglio nazionale e la voglia di libertà prevalgono sulle divisioni tra le varie etnie».

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>>Autonomia nazionale palestinese

Un altro segnale di risveglio della democrazia arriva dai palestinesi. Il 9 gennaio hanno scelto liberamente il successore di Yasser Arafat, morto l'11 novembre. E il prossimo 17 luglio voteranno per il Parlamento. «I palestinesi hanno dato il buon esempio all'Islam» dice Allam. «Per sviluppare la democrazia hanno ora bisogno di uno Stato tutto per loro».

>>Iraq
«Il 30 gennaio ha tenuto le prime elezioni libere dopo 52 anni. Così l'Iraq ha iniziato una corsa contro il tempo: o si dà un governo autorevole e democratico, o sprofonda nella guerra civile» spiega il sociologo Allam. Una missione impossibile? Di sicuro il calendario prevede che già in aprile nasca un nuovo governo e che in agosto sia pronta una bozza di Costituzione.

>>Egitto
Il Paese è governato da 24 anni dallo stesso uomo, il presidente Hosni Mubarak. Ora il capo dello Stato ha promesso elezioni più libere per ottobre. «L'Egitto incarna il grande dilemma dell'Islam» dice Allam. «O si passa alla democrazia oppure si rimane tagliati fuori dalla modernità. Come vogliono gli integralisti islamici».

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