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Attentato a Istanbul: perché l’Isis colpisce la Turchia

di Marta Ottaviani
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Una giornalista ci racconta in presa diretta che cosa sta succedendo in Turchia, da sempre punto di incontro tra Oriente e Occidente. La zona presa di mira stavolta è piazza Sultanahmet, luogo simbolo finora non ancora toccato dal terrore jihadista

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Una giornalista ci racconta in presa diretta che cosa sta succedendo in Turchia, da sempre punto di incontro tra Oriente e Occidente. La zona presa di mira stavolta è piazza Sultanahmet, luogo simbolo finora non ancora toccato dal terrore jihadista

Una forte esplosione ha scosso Istanbul, nella mattinata del 12 gennaio. Si tratta di un attentato: un kamikaze si è fatto esplodere in un quartiere, Sultanahmet, molto frequentato dai turisti e che ospita le maggiori attrazioni turistiche della città, come la Moschea Blu e il Topkapi Palace. Il Governo turco ha annunciato che molte vittime sono cittadini tedeschi. L'attentatore di Istanbul avrebbe acceso una bomba in mezzo a un gruppo di turisti. Le vittime finora accertate sono 10, di cui otto tedeschi".

Abbiamo chiesto a Marta Ottaviani, giornalista che vive e lavora a Istanbul, di raccontarci in presa diretta che cosa sta succedendo in Turchia. Ecco la sua testimonianza.

Isis ha rivendicato l'attentato
L'attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico, ma personalmente avevo veramente pochi dubbi che potesse essere stato qualcun altro. Non è un attentato come tutti gli altri, è stato colpito per la prima volta un luogo dal profondissimo significato storico, artistico e culturale. Credo che sia una vera e propria sfida alla pace mondiale.

Un Paese martoriato da attentati
La Turchia da Paese ponte è diventato crocevia di gruppi terroristi di varia natura, a volta cani sciolti, a volte dipendenti da organizzazioni internazionali. Di certo, confinare per 900 km con la Siria non ha aiutato il governo di Ankara, ma anche la sua politica estera, ambigua e troppo esuberante, che non ha tenuto nel dovuto conto quello che stava succedendo nella regione.

Una regione molto instabile
La Turchia e la regione attraversano un periodo molto critico. Soffermandoci sul Paese, io credo che abbia ragione l'opposizione, che ha accusato il presidente di non sapere più mantenere la calma interna. L'attentato di ieri è un fatto gravissimo, ma in molte località del Paese si spara fra le strade e le città sono sotto coprifuoco. Se a questo si aggiungono i quartieri infiltrati dallo Stato Islamico, l'irrisolta questione curda e anche l'economia in fase calante, il Paese somiglia sempre di più a una pericolosissima polveriera.

Questo attentato è diverso dagli altri
La mia sensazione personale è che questo sia veramente un punto di non ritorno per il Paese. La zona di Sultanahmet fino a questo momento era rimasta immune da attentati terroristici e, ricordiamolo di nuovo, aveva un'altissima importanza e un grande significato. È un po' come se fosse stata toccata la sacralità della Turchia come punto di incontro fra Oriente e Occidente.

Molte vittime sono tedesche. Questo ha un significato?
Si tratta sicuramente di un particolare significativo, ma difficilmente programmabile. In quella piazza passano migliaia di persone di tutte le nazionalità, ogni giorno.

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