Ma tu ci credi che Macron ami la moglie Brigitte?

Credits: PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images
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di

Rossella Boriosi

Sotto sotto la maggior parte delle persone non accetta che Emmanuel Macron sia sinceramente innamorato e attratto dalla moglie 64enne Brigitte Trogneux. La verità è che ancora confondiamo bellezza e capacità riproduttiva. Il più duro a morire dei tabù contro le donne

Cosa sapete del programma politico di Emmanuel Macron? Presumo non molto.

E quanto conoscete invece della sua vita sentimentale? Tutto, conoscete tutto: quando si è innamorato, quando ha avuto il cuore spezzato e quando si è sposato. Se digitate il suo nome su un qualsiasi motore di ricerca, l’autosearch vi indirizzerà automaticamente alla moglie - Madame Brigitte Trogneux - balzata all’interesse del mondo per via di un fatto inaudito e imperdonabile: è più anziana di lui, e di ben 24 anni.

L’attenzione dedicata alla coppia dimostra come di tutti i tabù abbattuti in quest’epoca libertina e liberale sia rimasto inattaccabile quello in cui l’elemento anziano della coppia è lei, una situazione percepita così contronatura da doverne cercare le motivazioni in una presunta omosessualità o nella potenza di un Edipo irrisolto. Che semplicemente i due si amino non è contemplato. Ma perché?

«È per via dell’ageism, cioè della discriminazione attuata sulle persone in base alla loro età. Facci caso: nel sentire comune felicità, bellezza e vita attiva sono qualità intrinseche della giovinezza, mentre alla maturità vengono attribuiti consunzione e decadenza» chiosa Stefania, energica quarantacinquenne «e questo pregiudizio spesso è rivolto alla donna. Per l’uomo l’età è ininfluente, o utilizzata addirittura per sottolinearne i successi».

Sarà, ma l’ageism non mi sembra una ragione sufficiente a spiegare le malignità che si sono riversate sull’incolpevole signora Macron. Non sarà che invece lo stupore manifestato - il disgusto, la riprovazione - hanno origine nell’imperativo biologico di continuazione della specie?

Insomma, forse non siamo diversi dai nostri progenitori, geneticamente predisposti a riconoscere in un viso fresco e in una pelle distesa la presenza di estrogeni e dunque dell’età fertile. Forse, nonostante ci si dichiari evoluti, rimaniamo sapiens-sapiens e riconosciamo istintivamente come fisiologica la coppia in cui l’uomo è il più anziano e patologica quella in cui lo è la donna. Forse non riusciamo ancora a evitare di confondere bellezza e capacità riproduttiva, perché la signora Macron sarà sì sessantaquattrenne ma pur sempre bellissima, secondo me. E a giudicare da come Emmanuel Macron se la pastrugna, anche secondo lui.

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