Dopo Manchester e Londra non smetteremo di cantare

Credits: Ansa
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di

Michela Murgia

Un'opinione di:
Nata in Sardegna, con il romanzo Accabadora (Einaudi, 2009), tradotto in più di 20 lingue, ha vinto...
Non smetteremo di cantare. Non consentiremo che queste tragedie ci dividano.

Sarebbe facile far passare per retorica le parole con cui la cantante Ariana Grande ha annunciato il concerto di raccolta fondi per le vittime che si è tenuto a Manchester grazie a molti artisti internazionali a sole due settimane dall'attentato terroristico in cui sono morte 23 persone. Sono le uniche parole necessarie per non lasciarsi travolgere dalla paura e dalla voglia di vendetta e restano valide davanti a ogni attentato, che sia vero come quello di London Bridge a Londra del 3 giugno o solo temuto come a Torino. Perché il rischio maggiore che corriamo non è che qualcuno muoia, ma che tutti finiamo a vivere terrorizzati proprio da quello che fino a ieri ci faceva sorridere.

Le bombe arrivano dove stiamo insieme perché l'obiettivo non è solo ucciderci: come è successo a Torino, è farci temere gli uni gli altri, allentare i rapporti sociali, renderci soli e fragili. Stare insieme e fidarsi non è mai stato così politico.
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