Manchester, strage al concerto di Ariana Grande. Sospetto attentato terroristico

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Oscar Puntel

Tutto è avvenuto verso le 22:30 di lunedì 22 maggio, al termine di un concerto della pop star americana. I morti sono 22: e ci sarebbero anche bambini. Una cinquantina i feriti

Un boato fortissimo, percepito nettamente anche fuori dalla struttura. I ragazzi che scappano, disperati e si riversano sulle strade. Panico, nella notte di Manchester (Regno Unito). Alle 22:30 di lunedì 22 maggio, alla Manchester Arena, un grande palazzetto indoor che ospita eventi musicali e sportivi, si è appena concluso il un concerto di Ariana Grande - pop star americana 24enne - quando un boato ha scatenato il panico fra gli spettatori.

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Secondo un primo bilancio della polizia, l’ipotesi è di un atto di terrorismo. L’esplosione ha causato almeno 22 morti e una cinquantina feriti, che al momento sono stati portati nei 6 grandi ospedali della città. 

La struttura, la più grande arena indoor d'Europa, ha una capienza di oltre 21mila posti: era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi.

In un primo momento si è parlato di due o più deflagrazioni, poi ne e' stata confermata una sola, individuata nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall'area degli spalti.

La Greater Manchester Police ha diffuso un messaggio, invitando la gente a stare lontano dalla zona, ha confermato che il caso è al momento considerato e gestito come se si trattasse di un attentato terroristico.

Subito dopo l’esplosione, la stazione della metropolitana di Victoria, la più vicina all'arena, è stata immediatamente chiusa, con l'interruzione del servizio di trasporto. Diverse persone reduci dal concerto hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre, di esplosivo. Reparti di artificieri sono arrivati rapidamente sul posto, per condurre almeno un paio di detonazioni controllate di oggetti sospetti.

Dal numero 10 di Downing Street, la premier britannica Theresa May ha mandato un messaggio di cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime dell'esplosione alla Manchester Arena, e ha parlato di un «un orrendo attacco terroristico». La campagna elettorale - nel Regno Unito si terranno le elezioni politiche anticipate l'8 giugno - è stata sospesa. Convocato d'urgenza, in mattinata, del Consiglio dei ministri e del comitato d'emergenza Cobra da parte della premier, Theresa May.

I precedenti

L'attacco ricorda da vicino quanto accadde a Parigi, il 13 novembre 2015. Al teatro Bataclan, 1500 giovani stavano seguendo un concerto di un gruppo musicale rock. Tre terroristi in platea hanno sparato sulle persone, bloccando le uscite e uccidendo a sangue freddo. Alla fine i morti saranno 93 e fra questi, anche una ricercatrice italiana: Valeria Solesin.

Dinamica simile anche a Orlando, Florida. E' il 12 giugno 2016, quando in un night club irrompe un uomo armato. I morti saranno 49. La matrice, in questo caso, è omofobica.

Infine, ricordiamo quanto accadde ad Ansbach, in Germania, dove uno scoppio improvviso, nella notte del 24 luglio 2016, davanti a un ristorante del centro, un kamikaze colpisce durante un festival musicale, provocando 12 feriti.

L'esperto: «Continua la strategia delle tensione»

Le indagini sono ancora in corso. «Ma c'è il sospetto, fondato, che questo attentato porti la firma di Isis: è un classico della sua strategia, ovvero seminare tensione, colpire luoghi affollati dove ci sono giovani, ragazzi con genitori, proprio per diffondere il panico e per enfatizzarlo» ci spiega Marco Orioles, sociologo e studioso di come Isis colpisce in Europa. «Che sia opera di un'unica persona o un attacco pianificato e organizzato da più soggetti, vi è il fatto che è stata colpita la massa per avere una maggiore risonanza mediatica. Viene così ad essere massimizzato l'effetto di panico. Isis si nutre di tweet e immagini social: sono la benzina della sua propaganda»

Conseguenze politiche

Il Regno Unito sarà chiamato alle urne l’8 giugno. Quello che è successo potrà influenzare il voto? Commenta Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano: «Non penso che l’attacco abbia l'intento diretto di influenzare il voto, altrimenti sarebbe avvenuto in una data più a ridosso dell’apertura dei seggi. Va anche detto che il tema della sicurezza interna non è stato granché toccato nel dibattito politico della campagna elettorale, che si è invece molto concentrato su Brexit, economia e lotta all’emarginazione sociale. Certo: la sicurezza è un tema molto più congeniale ai Tories, ai conservatori di Theresa May, piuttosto che ai laburisti. Però la scorsa settimana, i laburisti erano in rimonta sui conservatori, nei sondaggi: questa potrebbe essere una carta importante per la premier in carica, che garantirebbe continuità in una situazione di maggiore insicurezza. Non credo, comunque, che la vicenda verrà strumentalizzata per attirare questo o quell’elettorato».


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