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Le ministre della guerra: chi sono oggi le donne potenti che decidono la storia

di Oscar Puntel
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Una (Diana Holland) è la prima donna generale a guidare l’accademia di West Point. Un’altra (Ursula Von der Leyen) ha guidato l’entrata in guerra della Germania contro l’Isis, come ministro della difesa. E anche noi abbiamo la nostra “donna della guerra”, Roberta Pinotti. Che le armi non siano più solo una faccenda maschile?

Una (Diana Holland) è la prima donna generale a guidare l’accademia di West Point. Un’altra (Ursula Von der Leyen) ha guidato l’entrata in guerra della Germania contro l’Isis, come ministro della difesa. E anche noi abbiamo la nostra “donna della guerra”, Roberta Pinotti. Che le armi non siano più solo una faccenda maschile?

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Diana Holland a capo dell'accademia  militare americana

West Point, la più prestigiosa accademia militare degli Stati Uniti, fucina di generali e presidenti degli Stati Uniti, si prepara a una “rivoluzione”. Dopo 213 anni di storia e 75 comandanti, sarà guidata per la prima volta da una donna. Si tratta della generale di brigata Diana Holland, uscita proprio da quella stessa istituzione, nel 1990. Dal 5 gennaio avrà sotto il suo comando 4200 cadetti.

Holland ha operato in Iraq e in Afghanistan, in Germania e in altre basi negli Usa. Attualmente è in servizio come vice comandante alla Decima Divisione della Montagna di Fort Drum, New York. Un curriculum perfetto, per quel posto. E una nuova apertura dopo l'annuncio del Pentagono di aprire, anche alle donne, tutte le posizioni di combattimento all'interno delle forze armate. Il sistema militare americano, considerato il più potente del mondo, sta facendo cadere tutti i suoi tabù. Ma le donne sono portate a fare la guerra? Sembra proprio di sì.

La ministra tedesca Von der Leyen

Lo stilista Karl Lagerfeld, sempre parco di complimenti, l'ha definita 'molto graziosa'. Ursula Von der Leyen, 54 anni, medico, sette figli, bionda e tenace, alto profilo e lunga carriera politica, dal 2013 è a capo del Ministero tedesco della difesa. Prima donna a occupare quel posto. Si dice che oscuri la sua cancelliera, quella frau Merkel che Time ha messo in copertina, donna dell'anno. E che sarebbe la sua naturale successora. Tanto è il suo prestigio dentro il partito di maggioranza (Cdu) e fra i leader mondiali. Han tentato di rimuoverla con l'accusa della tesi di dottorato scopiazzata, ma lei è ancora al suo posto. Merkel ordina e in plancia, adesso, c'è Ursula: contro l'Isis, dopo che il Parlamento di Berlino ha autorizzato le operazioni militari a fianco della Francia. In Siria ed Iraq, la Germania ha inviato un contingente di più di mille uomini e una serie di mezzi. Operazioni di supporto, con due donne al comando.

Roberta Pinotti

Arriva dal Pd, fronte ex Pds. E quando sedeva in Commissione Difesa, i mal di pancia sono stati parecchi. È possibile conciliare le posizioni anti-militariste di quel partito con le esigenze di difesa dello Stato? L'aiuto e la risposta positiva a Roberta Pinotti sono venute da un colloquio con Michelle Bachelet, la presidenta del Cile. Dal febbraio 2014 è ministra della difesa, anche lei prima donna a ricoprire quell'incarico. Genovese, bionda e passo sicuro, quando sfila davanti alle sue truppe. Decisionista: “Bombardare non è un tabù, se l’alleanza ha deciso così”. Fronti in Libia e in Iraq, dove l’Italia ha inviato uomini per formare le truppe locali. Ancora aperta la questione marò. Quando le hanno chiesto come faccia a comandare in un settore per lo più maschile, ha risposto: “Ho sempre parlato ai militari cercando di parlare a delle "persone" e credo che questo sia stato, in diverse occasioni, molto apprezzato”.

E in Europa ce ne sono altre due

A capo della difesa in Norvegia, dal 2013, è la ministra Ines Eriksen Soreide, neanche quarantenne, esponente del partito conservatore; mentre in Olanda, allo stesso ministero c'è Jeanine Hennis-Plasschaert, 43 anni, liberal e biondissima.

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