Freed: un americano fotografa l’Italia

La foto non deve essere accompagnata da una didascalia, altrimenti non è una buona foto. A dirlo è stato uno dei giganti dell’obiettivo, l’americano Leonard Freed. E visitando Io amo l’Italia, la mostra che gli viene dedicata a Milano da questa settimana (alla Fondazione Stelline fino all’8 gennaio, tel. 0245462411) ci si rende conto come Freed non abbia mai tradito questa regola. Cento immagini in bianco e nero di una tale bellezza e immediatezza da non richiedere allo spettatore altro se non i suoi occhi. Freed usava la macchina come un pittore il pennello e amava raccontare le persone più di ogni altra cosa. Fotografo dell’agenzia Magnum, ha documentato l’america più emarginata e le guerre più dure ma tra un reportage e l’altro scappava per incontrare il grande amore della sua vita: l’Italia. E per dipingere con la sua Leica un grande affresco delle genti e delle storie del nostro Paese, dagli anni Cinquanta al nuovo millennio: allegre tavolate domenicali, gruppi di soldati sul Ponte Vecchio,  la gente in piazza per il referendum sul divorzio, turisti e fidanzati per le strade di Roma. Situazioni ad alto rischio di cliché, eppure niente è più lontano dagli stereotipi. Queste immagini ci colpiscono per la loro carica di ironia e modernità. Come la foto scattata cinquant’anni fa sotto il colonnato di San Pietro, durante una tormenta: due pretini spogliati da ogni rigidità si lasciano andare all’allegria di una battaglia a palle di neve.

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Io amo l'Italia: la mostra del fotografo Leonard Freed alla Fondazione Stelline di Milano. Fino all'8 gennaio

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