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Attentati di Parigi: l’aiuto corre sui social network

di Oscar Puntel
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La Francia è di nuovo sotto attacco terroristico in quello che si appresta a diventare l'11 settembre dei francesi.  E il web si mobilita, con la solidarietà nei quartieri colpiti, i parigini che hanno aperto le loro porte per chi non riusciva a tornare a casa e i tassisti che offrivano passaggi. Tutto grazie ai social.

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La Francia è di nuovo sotto attacco terroristico in quello che si appresta a diventare l'11 settembre dei francesi.  E il web si mobilita, con la solidarietà nei quartieri colpiti, i parigini che hanno aperto le loro porte per chi non riusciva a tornare a casa e i tassisti che offrivano passaggi. Tutto grazie ai social.

Un aiuto che corre sul web: sono i social network, il primo porto sicuro, il soccorso che non t'aspetti offerto dagli abitanti di Parigi, a visitatori o connazionali, in una città messa in ginocchio dagli attacchi terroristici del 13 novembre. E – va ricordato - con un sistema di trasporto in tilt: taxi introvabili e metro bloccate. Sirene ovunque. Subito viene diffuso un messaggio dalla polizia: a tutta la città, restare all'interno delle proprie abitazioni. Non muoversi.

#Porteaperte

La prima reazione è un hashtag che viene rimbalzato su twitter. #PorteOuverte (porte aperte) è la risposta social su iniziativa dei cittadini parigini per soccorrere le persone bloccate in strada dopo gli attacchi, soprattutto nelle vie e nei quartieri dove sono avvenuti assalti e sparatorie. Una solidarietà inattesa, non richiesta, ma molto veloce ed efficace. #PorteOuverte e il nome di una via: l'offerta di un rifugio a passanti che non sapevano dove andare. Un posto-letto a chi non riusciva a rientrare negli hotel o a casa propria. Un tweet, ma con qualche prudenza. Tra le raccomandazioni più diffuse, non indicare la propria esatta collocazione, ma raccordarsi solo con messaggi privati. L'hashtag è rapidamente salito tra i “trending topic”, cioè fra le parole più twittate in Francia.

#PrayforFrance

Tanti sono stati anche i messaggi twitter che hanno rimbalzato le raccomandazioni diffuse dalla polizia. Consigli su dove andare e come comportarsi, i recapiti di emergenza delle ambasciate straniere presenti a Parigi, gli aggiornamenti in tempo reale su quello che stava accadendo e sui punti colpiti. A turisti spaesati e smarriti che si localizzavano via twitter, chiedendo la strada più breve per tornare all'alloggio, i parigini hanno comunicato indicazioni stradali e percorsi alternativi. Il sistema dei taxi a un certo punto ha spento i tassametri e ha offerto passaggi gratuiti, per facilitare le operazioni di rientro di coloro che erano ancora in giro. Molti i tweet di solidarietà, da ogni parte del mondo, con la parola chiave #PrayforFrance o #JeSuisParis. Mentre "Pace per Parigi", il graffito della pace con incastonato al centro la Torre Eiffel, disegnato da Jean Jullien, è diventato subito virale su internet: un simbolo, come le matite spezzate di Charlie Hebdo.

 

Anche Facebook

Le reazioni agli attentati hanno coinvolto anche Facebook. Come accaduto con il terremoto di aprile in Nepal, il noto social ha subito attivato il “Safety Check”, un servizio che permette di comunicare agli amici che si è in salvo e si sta bene. A chi veniva localizzato nella capitale francese, Fb notificava anche la funzione “trova velocemente gli amici che sono nell'area coinvolta e collegati con loro. Conferma che stanno bene se ne sei a conoscenza”. Insomma, un altro modo per agevolare i contatti fra le persone coinvolte e che si trovavano in zona.

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