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Per colpa dei fumetti non posso tornare in Iran

di Lavinia Rittatore
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La disegnatrice Marjane Satrapi è autrice di Persepolis. Un film toccante che, rivela, le ha fatto perdere la libertà

La disegnatrice Marjane Satrapi è autrice di Persepolis. Un film toccante che, rivela, le ha fatto perdere la libertà

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Marjane Satrapi è una bella donna, dai lineamenti arabeggianti, allegra e solare. È nata a Teheran il 22 novembre 1969, ma da giovane ha lasciato l'Iran e ora vive a Parigi, dove ha iniziato a disegnare e scrivere libri a fumetti. Da uno di questi è stato tratto Persepolis, un film che è uscito da poco nelle sale e ha entusiasmato critica e pubblico: "Non è un cartoon per bambini" precisa l'autrice. "L'ho fatto per gli adulti e parla di emancipazione attraverso la mia storia". Una storia particolare: da piccola Marjane Satrapi è cresciuta sotto il regime dello scià. "Ma i miei mi hanno tirata su con tutta la libertà possibile" dice.

E poi cosa è successo?

"Dopo la rivoluzione degli ayatollah e la guerra con l'Iraq, l'aria in Iran è diventata irrespirabile. Ho dovuto mettere il velo ma ero una teenager: mi piacevano gli Abba e le scarpe da tennis, così suscitavo l'ira dei fondamentalisti".

Ed è scappata in Europa.

"A 14 anni i miei genitori hanno cominciato ad avere paura: ero troppo intraprendente. Così mi hanno mandato a studiare a Vienna".

E lì come si è trovata?

"Malissimo. Mi sentivo sola. Sono stati gli anni più bui della mia vita. Perfino sotto le bombe a Teheran stavo meglio: almeno avevo tutti i miei affetti".

Nel film lei descrive i cambiamenti del suo corpo adolescente con immagini molto buffe...

"Mi sono disegnata con dei seni giganteschi e un sedere grande come un pentolone. Non è un'esagerazione. Mi è successo davvero. Anche il mento a un certo punto è cresciuto come una zucchina (ride). E la faccia sembrava un ritratto di Picasso. Ho fatto vedere a mio marito una mia foto dell'epoca, e lui ha detto: "Marjane, buttala. Nessuno ti deve vedere in queste condizioni"".

È mai più tornata a Teheran?

"Sì, sette anni fa. Ora mi è vietato".

Per colpa di Persepolis?

"Sì. E io non voglio che le mie idee, i miei libri, i miei film mettano in pericolo la mia famiglia".

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