Se a Miss Perù si parla di femminicidio

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di

Silvia Schirinzi

Il concorso di bellezza diventa l'occasione per denunciare i dati impressionanti su femminicidi e stupri nel Paese. E le aspiranti Miss lanciano l'hashtag #MisMedidasSon

Siamo abituati a pensare ai concorsi di bellezza come a degli eventi perlopiù noiosi e banali, dove si continua a proporre un'immagine di donna fortemente stereotipata. Storicamente, le "aspiranti reginette" hanno sempre parlato poco e sorriso molto, poiché per lungo tempo si è ritenuto che in un concorso di bellezza non fosse necessario provare a sondare le opinioni personali (per quanto possibile in una prima serata televisiva, naturalmente) delle partecipanti.

I tempi sono cambiati e anche questi vecchi carrozzoni provano ora a trovare il loro posto nella contemporaneità. ln un momento in cui il dibattito sulla violenza delle donne è un tema estremamente sensibile in moltissimi Paesi nel mondo, compreso il nostro, a Miss Perù gli autori hanno deciso di stravolgere il momento in cui le Miss tradizionalmente decantano le loro misure e di trasformarlo in un'occasione per sensibilizzare il pubblico. Ecco come è andata. 

Un'impressionante lista di abusi

Durante la serata dello scorso 29 ottobre, al posto delle loro misure, le ventitré candidate hanno snocciolato una serie di dati impressionanti su femminicidi e stupri nel loro Paese, approfittando di una piattaforma così popolare. «Mi Chiamo Camila Canicoba, rappresento il dipartimento di Lima e le mie misure sono: duemila e duecento casi di femminicidio registrati negli ultimi nove anni nel mio Paese», ha detto la prima, seguita a ruota da tutte le altre. «Mi chiamo Karen Cueto, rappresento Lima. Le mie misure sono: 82 femminicidi e 156 tentativi dall'inizio dell'anno». «Mi chiamo Melody Calderon rappresento La Libertad. Le mie misure sono: l'81% di casi di violenza a bambine con meno di 5 anni vengono commessi da persone vicine alla famiglia».

E ancora: «Mi chiamo Samantha Batallanos, rappresento Lima. Le mie misure sono: una bambina muore ogni 10 minuti a causa dello sfuttamento sessuale». «Mi chiamo Juana Acevedo. Le mie misure sono: più il 70% delle donne peruviane sono vittime di aggressioni in strada». «Mi chiamo Luciana Fernandez e rappresento la città di Huanuco. Le mie misure sono: 13 mila bambine subiscono abusi sessuali nel nostro paese».

#MisMedidasSon, l'hashtag delle miss diventa virale

L'hashtag #MisMedidasSon ("le mie misure sono") è diventato immediatamente virale e migliaia di donne sui social network hanno iniziato a condividere le loro storie e il loro supporto. Su Twitter, abbiamo visto qualcosa di molto simile in Italia a seguito del caso Harvey Weinstein con #quellavoltache, nei Paesi di lingua anglosassone con #MeToo e in Francia con #BalanceTonPorc. Anche durante l'ultima edizione di Miss America, tenutasi lo scorso settembre, le partecipanti si erano espresse su temi politici: in quel caso, alcune ragazze si erano dimostrate molto critiche nei confronti del presidente Donald Trump per la mancata denuncia dei fatti di Charlottesville e le sue dubbiose posizioni sul cambiamento climatico.

Una delle organizzatrici di Miss Perù, Jessica Newton, ha spiegato così le motivazioni del gesto a un giornalista della BBC: «Purtroppo [in Perù, ndr] ci sono ancora molte donne che hanno subito violenza e pensano di essere le uniche. Credo che vedere il tuo rappresentante locale o la reginetta di bellezza della tua città citare dei dati di questo tipo sia un fatto di per sè allarmante». Su 150 partecipanti al concorso, almeno 5 sono state vittime di violenza sessuale, ha aggiunto Newton.

Secondo quanto riporta l'Observatory of Citizen Security of the Organisation of American States, il Perù è il secondo Paese in Sud America più pericoloso per le donne, subito dopo la Bolivia, mentre i dati diffusi dal governo peruviano, e riportati da BBC, parlano di almeno 800 donne uccise in crimini che hanno a che fare con questioni di genere (quelli che chiamiamo femminicidi, appunto) dal 2009 al 2015. È un problema dalle dimensioni estremamente preoccupanti, tanto che nel settembre del 2015 il governo ha ritenuto necessario investire in rifugi per le donne vittime di violenza e in ampie campagne di prevenzione. Le Miss, intanto, hanno già annunciato una marcia di sensibilizzazione sul tema, che si terrà proprio a Lima nel mese di novembre.

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