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Allerta sicurezza in Europa: cosa cambia per chi viaggia

di Adriano Lovera
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Dopo i tragici fatti di Parigi, l’allerta sicurezza in Europa è al massimo: ripristinati i controlli a tutte le frontiere

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Dopo i tragici fatti di Parigi, l’allerta sicurezza in Europa è al massimo: ripristinati i controlli a tutte le frontiere

Dopo i tragici fatti di Parigi, l’allerta sicurezza in Europa è al massimo: i Paesi Ue hanno deciso che si possono ripristinare i controlli alle frontiere anche all’interno dell’area Schengen, quello spazio formato da 26 Paesi in cui, almeno fino a oggi, i cittadini potevano muoversi liberamente. In realtà chi ha in programma un viaggio sotto Natale non deve allarmarsi. Solo avere pazienza. Vediamo perché.

OGGI CI SONO PIÙ CODE E CONTROLLI A CAMPIONE
«Non si pensi che, adesso, ogni persona venga fermata. Sarebbe impossibile per qualsiasi polizia nazionale controllare chiunque attraversi i suoi confini via auto, aereo, nave o ferrovia. Le verifiche sono sempre a campione» spiega Corrado Macrì, docente presso l’Unised (Università internazionale di Scienze della sicurezza e della difesa sociale) di Milano. Gli aeroporti stanno subendo il maggiore contraccolpo. I controlli dei bagagli sono più rigorosi e, agli imbarchi, al personale aeroportuale si aggiunge quello della polizia o dei carabinieri che possono verificare le identità sospette. L’Enac, l’ente che gestisce il traffico aereo, consiglia a chi parte in questi giorni di arrivare con 2 ore di anticipo per i voli nazionali e 3 ore per quelli internazionali. Giunti a destinazione, però, non ci sono grandi problemi. Se si atterra in un Paese europeo, si può imboccare l’uscita senza particolari code. Stesso discorso per il treno o l’auto. «Se oggi attraversiamo il Frejus per andare in Francia, non per forza saremo bloccati. Si tratta sempre di una scelta della polizia d’Oltralpe».

PRESTO IN AEREO SAREMO TUTTI SCHEDATI Venerdì 4 dicembre, al termine di un summit della Ue, il trattato di Schengen potrebbe cambiare volto. Tra la fine dell’anno e marzo, dovrebbe diventare realtà il Pnr (Passenger name record). «L’intenzione è quella di creare un grande archivio europeo con i dati dei passeggeri che le polizie di tutti gli Stati dell’Unione potranno consultare per un anno» spiega l’esperto. E con ogni probabilità spariranno le corsie preferenziali “cittadini Schengen” presso gli aeroporti e i porti, che agevolano l’uscita a chi torna da un viaggio in un Paese extra europeo. Come succedeva in passato, ci metteremo in coda per il controllo del documento.

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