Rada, adolescente nella dimenticata Cecenia

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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Rada, 14 anni, prova un abito da sposa disegnato dalla sorella. Il reportage di Davide Monteleone è ancora in mostra allo Studio Museo Francesco Messina di Milano (via San Sisto 4/A; www.abcmprogetti.net) fino al 21 giugno. Le foto sono state pubblicate anche nel volume "Spasibo" (Keherer edizioni).
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Spasibo ha vinto l'ultima edizione del Carmignac gestion photojournalism award (www.fondation-carmignac.com). Ogni anno la fondazione finanzia e accompagna il lavoro di un fotografo che parte per raccontare territori lontani dai riflettori, luoghi dove i diritti umani vengono spesso violati. Dopo Gaza, Pashtunistan, Zimbabwe e Cecenia il prossimo lavoro ci porterà in Iran. Nella foto qui sopra le forze dell'ordine nel centro di Grosny.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Una sposa il giorno delle nozze, mentre si prepara a lasciare la casa della famiglia. Molti matrimoni sono tuttora combinati. Fino a pochi anni fa il numero delle ragazze date in sposa a 13, 14 anni era ancora in aumento. Oggi una legge federale ha imposto a Kadyrov di proibire questa pratica.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Una ragazza prega nell'unica madrasa femminile ufficiale presente in Cecenia e Russia. Qui anche alle donne è consentito studiare l'Islam.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Panorama sulle montagne del Caucaso. Siamo al confine con una delle zone sospettate di ospitare ancora ribelli ceceni. Monteleone ha dovuto attraversare tre posti di blocco per arrivarci. Eppure il governo di Kadyrov vuole costruire proprio qui un grande centro turistico.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Un gruppo di uomini lascia la moschea dopo la preghiera del venerdì.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Le immagini di Putin e Kadyrov accompagnano la vita dei ceceni. Qui le loro gigantografie in una palestra.
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    Credits: ©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Una bimba osserva un gruppo di anziani che pregano all'aperto sulle montagne nel sud della Cecenia.
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    Credits: .©-Davide-Monteleone-VII-Photo-for-the-Carmignac-Gestion-Photojournalism-Award
    Gli uomini delle unità di sicurezza si esercitano per le strade di Grozny. Questi militari ufficialmente sono in prima linea nelle operazioni antiterrorismo ma secondo alcune organizzazioni spesso sono stati protagonisti di violazioni dei diritti umani.
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    Credits: ©Lorenzo Poli
    Un ritratto di Davide Monteleone che dal 2003 vive tra Italia e Russia. La commissione Carmignac che gli ha attribuito il premio, di lui ha scritto che è uno di quei fotoreporter coraggiosi che continuano le loro indagini a rischio della vita.
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di

Donatella Gianforma



Dalla foto esposta alla mostra milanese Spasibo, Rada mi guarda seria. Il velo da sposa lascia trasparire i suoi lineamenti di bambina che sta diventando grande, le braccia sembrano abbandonate lungo il corpo, quasi arrese. L’idea di saperla già moglie a 14 anni, sposa adolescente come si usa in molti paesi musulmani, mi fa rabbrividire.  “No, guarda che non era il suo matrimonio” interrompe i miei pensieri il fotografo Davide Monteleone, autore del reportage. “Non si deve sposare. La sorella disegna abiti e lei la stava aiutando”. Monteleone ha viaggiato per cinque mesi nelle città e nei villaggi della Cecenia. E ha dato risposta a domande che noi occidentali ci siamo dimenticati di farci: che fine ha fatto questa terra e la sua gente? Che ne è stato del loro sogno di indipendenza? Per almeno 10 anni sono stati il simbolo della guerra più brutale. Ma oggi come vivono le ragazze e i ragazzi cresciuti negli anni della ricostruzione?  Seguo il percorso fatto da Monteleone. Parto dalle torri scintillanti di Groznj, la capitale, e mi tornano in mente le immagini terribili del martirio della città, gli edifici crivellati dai proiettili.  Nelle foto scattate oggi tutto appare in ordine ma le guardie che marciano nelle loro uniformi tirate a lucido sembrano attraversare una città senza vita. Il viaggio di Monteleone in Cecenia  continua, la macchina fotografica sale sulle montagne, attraversa le campagne, entra nelle case.

Mi accorgo che mentre guardo le immagini trattengo il respiro.  C’è un’atmosfera cupa negli istanti quotidiani ripresi dal fotografo. E mi rendo conto che nessuno sembra sorridere. Non sorridono le spose il giorno del loro matrimonio, non sorridono gli uomini quando escono dalla moschea, mi sembra di vedo un velo di tristezza sul volto dei ragazzi che il fotografo sorprende nei momenti di preghiera

“Oggi la Cecenia riceve grandi mezzi e aiuti da Mosca” mi spiega Monteleone “Ma per avere una casa e un lavoro la gente si è dovuta piegare e  allineare al regime di Kadyrov,  pupillo di Putin“. Non deve essere facile crescere in un posto come questo: Rada e le sue coetanee diventano adulte sotto la dittatura di un uomo brutale che vuole  imporre alle nuove generazioni un modo di vivere e di pensare e ha perfino una versione tutta sua dell’islam che mescola bigottismo e misoginia. "Alcune donne che si sono rifiutate di indossare il fazzoletto sono stare licenziate dalle università e dagli uffici pubblici" racconta Monteleone. "Qualche anno fa quelle che non portavano il velo venivano "segnate" e umiliate usando pistole che sparavano getti di vernice. Andarsene è praticamente impossibile. La sorella di Rada, poco più che ventenne è una ragazza emancipata che cerca di avviare faticosamente e con forza la sua attività: disegna  abiti della tipica tradizione cecena ma deve adattarli continuamente alle richieste dell'autorità. Se vuole continuare, Kadyrov deve essere contento dei suoi vestiti”.
Esco dalla mostra, è una giornata di sole, sento un gruppo di ragazzine scherzare, ridere, annusare l’estate che sta arrivando. Mi chiedo come trascorra il tempo Rada che non credo abbia uno smartphone per restare “connessa” con il mondo, che sicuramente non sta facendo le valigie per qualche vacanza studio e non ha una vacanza al mare che l’aspetta. Ma che, come mi ha raccontato Monteleone, sotto l’abito da sposa portava jeans e All star, come tante ragazzine di casa nostra. Allora buona estate Rada. E buona fortuna!

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